“Destano profonda preoccupazione le parole del Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, in merito alle proposte di riapertura delle attività a conclusione della crisi sanitaria in atto”. Lo dichiara Oriana Cerbone, Vicepresidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Archeologi con delega alle Politiche del Lavoro commentando il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che ha rilasciato un’intervista al quotidiano “Avvenire” contenente riflessioni in merito alla riapertura delle attività lavorative a conclusione della crisi in atto, augurandosi in particolar modo una ripresa dei lavori caratterizzata da una minor burocrazia. “Già oggi, allo sportello dedicato dall'ANA alle segnalazioni degli archeologi inerenti le difficoltà lavorative della categoria in conseguenza del contagio da Coronavirus, arrivano segnalazioni di irregolarità in tema di sicurezza su cantieri ancora attivi proprio nella sua regione”. 

L'affermazione quindi sulla presunta elevazione della soglia di moralità del Paese in conseguenza dell'esperienza drammatica vissuta negli ultimi mesi non convince Ana. “Su questo auspichiamo invece che anche la Regione metta in campo maggiori controlli proprio per garantire la sicurezza dei lavoratori che hanno la fortuna di poter lavorare, e soprattutto per garantire il rispetto delle regole nei cantieri che riapriranno alla fine della quarantena”, afferma Alessio Paonessa, membro del Direttivo Nazionale ANA in quota Liguria.

Uguale preoccupazione riguarda però la proposta di sospendere “ogni forma di tutela del rispetto della legalità (certificati Antimafia, gare europee) e del patrimonio archeologico e paesaggistico (Codice appalti contenente norme sull'archeologia preventiva e controlli paesaggistici)”. “Siamo convinti che non possa esistere alcun serio piano di riapertura delle attività che non passi attraverso un fermo rispetto delle regole già in essere, rispetto alle quali sono da auspicare controlli maggiori e ferrei anziché scorciatoie per evitare il rispetto delle norme costruite a tutela del patrimonio”, dichiara Alessandro Garrisi, Presidente Nazionale dell’ANA, “e ci associamo alle preoccupazioni del Procuratore Nazionale Antimafia De Raho sulla possibile infiltrazione delle malavita in caso di arretramento dalle conquiste normative di questi decenni”.

 

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