L’Associazione Italiana Editori (AIE) chiede che la 18app rimanga uno strumento a sostegno dei consumi culturali dei giovani e che non sia invece utilizzata, come ipotizzato oggi, per l’acquisto di dotazioni tecnologiche per la didattica a distanza. “Il punto è che alla giusta e legittima richiesta degli studenti bisognosi di poter avere gli strumenti per accedere a Internet per la didattica a distanza – spiega il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi -, si deve rispondere con i fondi del ministero dell’Istruzione, magari in concorso con il ministero dell’Innovazione. Se non bastano gli 85 milioni già stanziati, non si possono prendere questi soldi dalla 18App che serve ai giovani per la cultura, in particolare per comperare libri, in gran parte testi universitari, e alle loro famiglie come aiuto per far fronte alle spese dell’educazione superiore dei loro figli”.

“Se i soldi per i tablet si prendono dalla 18App – conclude - la verità è che non li metterebbe lo Stato, ma le famiglie. Un vero imbroglio”. 

 

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