Un’immersione nella bellezza attraverso la vita di Raffaello nel suo “periodo romano”, dal 1509 al 1520, anno della sua scomparsa. La propone domenica 12 aprile, alle 23.40 su Rai1, lo Speciale Tg1 con il doc di RaiCultura, di Davide Savelli e Massimiliano Griner, con la regia di Graziano Conversano, in omaggio al grande artista a cinquecento anni dalla morte.

Proprio come Raffaello, il documentario "entra" a Roma da Porta del Popolo per poi far rivivere la sua meraviglia davanti alla visione delle rovine dell’antica Roma, l’entusiasmo per i primi incarichi assegnatigli da Papa Giulio II e la soddisfazione per la carriera in perenne ascesa. Un’occasione - con l’aiuto di storici dell’arte, come Alessandro Zuccari; teorici estetici, come Rodolfo Papa; e storici dell’età moderna, come Anna Maria Visceglia - per descrivere anche la città di Roma all’inizio del XVI secolo, il fermento urbanistico dell’epoca, le ambizioni rinnovatrici dei pontefici, le lotte tra le famiglie aristocratiche e l’emergere della nuova figura dei banchieri.

Il tutto naturalmente intervallato dalla visione delle grandiose opere che Raffaello ci ha lasciato in eredità. E, come ultimo omaggio, il documentario si chiude davanti alla tomba di Raffaello e all’epitaffio che per lui scrisse, in latino, l’amico Pietro Bembo, riassumendone il genio: “la Natura stessa, finché fu in vita, ebbe timore di esser vinta, e una volta morto, temette di morire anch’essa”.

 

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