Così come nel 2019, anche per il 2020, le attività di spettacolo dal vivo nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, zone interessate dagli eventi sismici verificatisi dal 24 agosto 2016 ricevono un finanziamento di due milioni di euro. È quanto stabilito dal decreto del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini del 2 marzo 2020, pubblicato il 10 aprile scorso.

In particolare, alla Regione Abruzzo sono assegnati 290 mila euro, Lazio e Umbria riceveranno 346 mila euro mentre alla Regione Marche andranno 1.018.000 euro. Le cifre sono esattamente pari alla metà di quelle ricevute nel 2018 dalle singole Regioni. 

I fondi sono stati previsti dalla Legge di bilancio 2019 (L. n. 145/2018) e, con essi, si assicura la continuità dell’azione di sostegno alle attività culturali e di spettacolo, realizzata nel biennio 2017-2018, nei territori interessati dal sisma del 2016.

Le modalità di erogazione delle risorse saranno disciplinate da un apposito accordo che verrà stipulato tra la Direzione generale Spettacolo del Mibact e gli uffici regionali competenti in materia. Per le modalità di accesso alle risorse, invece, si fa riferimento agli ordinamenti delle Regioni e ai principi di trasparenza, imparzialità, economicità, efficacia e parità di trattamento.

CRITERI DI RIPARTIZIONE E UTILIZZO DELLE RISORSE

Le risorse sono state ripartite in questo modo: il 30% delle risorse è ripartito in misura uguale tra le Regioni interessate per assicurare a ciascuna un importo minimo necessario a garantire l’efficacia dell’intervento. Il finanziamento è pari a 150 mila euro.

Il restante 70% viene ripartito sulla base del fabbisogno dei territori in proporzione alla diversa incidenza dei danni derivati dall’evento sismico. Tale incidenza era stata calcolata ed esposta nella nota del 15 maggio 2017 del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione. La quota per i territori dell’Abruzzo è pari a un 10% mentre per Lazio e Umbria essa è risultata pari al 14%. Alla Regione Marche è stata invece riconosciuta un’incidenza maggiore, pari al 62%.

Le Regioni dovranno utilizzare le risorse per interventi volti “a rivitalizzare il tessuto economico e sociale e a ricostruire l’attrattività del territorio mediante iniziative culturali di spettacolo che prevedano attività ordinarie, con il coinvolgimento delle comunità locali, nonché la realizzazione di grandi eventi aggreganti che coinvolgano anche personalità di rilievo del mondo dello spettacolo”. Tali eventi dovranno essere prioritariamente rivolti ai più giovani e agli anziani.

Nell’utilizzo delle risorse, le Regioni dovranno tenere conto di diversi fattori. Tra questi figurano il radicamento dell’iniziativa sul territorio e la qualità artistica del progetto così come la sostenibilità del suo bilancio preventivo. Importante sarà la valutazione sulle ricadute socio economiche del progetto sul territorio, anche in termini di promozione turistica e connessione con il patrimonio culturale. Si guarderà anche all’innovazione progettuale dell’iniziativa e alla sua capacità di fare sistema.

I soggetti attuatori delle attività culturali di spettacolo dal vivo nei territori dovranno essere individuati tra i professionisti che operano nelle Regioni interessate dal sisma e, specifica il decreto ministeriale, “in via prioritaria, tra gli organismi finanziati nell’ambito del Fondo unico per lo spettacolo”.

 

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