Le Gallerie Nazionali di Arte Antica, aderendo alla campagna #iorestoacasa, arricchiscono la loro presenza online dando inizio alla nuova rubrica “#fictionBarberini” sui canali social. Ogni martedì, dal 21 aprile, verrà raccontato Palazzo Barberini dal punto di vista di scrittori, sceneggiatori e registi che ne hanno subito la suggestiva bellezza.

Il Palazzo è presente in molti film, come ad esempio "Vacanze Romane" (1953) di William Wyler e "Habemus Papam" (2011) di Nanni Moretti, e i suoi ambienti monumentali, i Barberini stessi e alcune opere della collezione hanno fatto non solo da sfondo ma sono diventati protagonisti in molte opere letterarie.

A partire dal XIX secolo Palazzo Barberini diventa fonte di fascinazione soprattutto per gli scrittori e i poeti stranieri che fecero lunghi soggiorni in Italia, come gli inglesi Anna Jameson e Henry Neele. La sontuosità e magnificenza del palazzo stesso hanno più volte solleticato l’attenzione di letterati di grande caratura, basti pensare alle pagine di D’Annunzio nel "Piacere" (1889), mentre le alterne vicende della famiglia Barberini hanno soggiogato ad esempio Dostoevskij nel "Giocatore" (1866), o Dumas (padre) nella "Sfinge Rossa" (1866).

Percy Shelley, Stendhal, Nathaniel Hawthorne e Herman Melville, solo per citarne alcuni, ripercorrono infine la vicenda di Beatrice Cenci, immortalata nel quadro ivi conservato.

 

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