Reinventare il turismo di domani, più sostenibile e innovatore, più resiliente e digitale. È l’obiettivo della Commissione europea, alle prese con l’emergenza Coronavirus e intenta a mitigare gli effetti di una crisi che ha colpito con forza tutti i settori economici e produttivi. Quello del turismo “è uno dei più colpiti” e nella “fase che ci aspetta è necessario ricreare una ‘nuova versione’ del settore in modo che le realtà ambientali, digitali e strategiche vengano prese in considerazione: è un imperativo assoluto per uscire dalla crisi”. Lo ha detto il Commissario europeo per il Mercato Interno, Thierry Breton, in audizione in commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo sulla risposta alla crisi per il settore del turismo. “Nella fase che ci attende, nel breve periodo, dovremo rispettare una serie di vincoli che saranno definiti. Il mio obiettivo è quello di realizzare un turismo sostenibile”, prosegue Breton annunciando l’organizzazione “in autunno, tra settembre e ottobre, di un vertice europeo sul turismo per riflettere insieme, realizzare una tabella di marcia per il rilancio del turismo europeo, che sia sostenibile e innovatore”. Nella realizzazione di un piano europeo di rilancio, il commissario europeo vede “al primo posto proprio il turismo, il piano Marshall europeo non può bypassare questo settore”. L’impegno della Commissione è quindi rivolto a “riformare il settore turistico europeo, è il momento giusto per reinventare quello che il comparto deve fare”.

LA SFIDA DEL TURISMO RESPONSABILE

“Siamo ancora in piena crisi sanitaria e il confinamento potrebbe ancora esserci a lungo”, riflette Breton. Ecco perché “coabitare con il virus è un elemento importante anche per pensare la riapertura dei siti turistici. Siamo a fianco di tutti coloro che lottano e che vivono di questo settore e che sono preoccupati, la cooperazione con il Parlamento europeo è un aspetto essenziale”. Aspettando di capire quali possano essere le strategie di uscita dalle misure di confinamento, l’ambizione della Commissione europea è quella di “mantenere l’Europa come prima destinazione turistica nel mondo, per creare un valore aggiunto e un riferimento mondiale a livello di un turismo responsabile e innovatore come risposta agli eccessi del turismo di massa”. Secondo Breton è necessario “promuovere il turismo di vicinanza”, una “nuova politica europea di mobilità” e “il digitale per creare sinergie tra domanda e offerta: le piattaforme digitali sono imprenscindibili tanto più oggi”. Servirà inoltre “cercare un nuovo equilibrio affinché il turismo diventi strategico promuovendo la diversità culturale europea che non ha prezzo. Sarà necessario un dialogo concertato tra Unione europea e Stati”.

UN SETTORE A RISCHIO COLLASSO

Breton snocciola alcuni dati per far capire l’importanza di risollevare subito il settore: “Il turismo rappresenta l’11% del Pil europeo, il 12% dei posti di lavoro e coinvolge 3 milioni di aziende, di cui il 90% sono imprese piccole e piccolissime, al di sotto dei 10 lavoratori. Viene colpito un tessuto importante ma fragile. Il 50% del mercato mondiale del turismo si svolge in Europa, non c’è ombra di dubbio che sia uno dei settori più importanti”. Il Commissario europeo ricorda anche alcune previsioni che vedono “nel 2020 una riduzione del traffico turistico internazionale del 20%, fino al 30% secondo l’Organizzazione mondiale del Turismo” mentre “l’Ocse anticipa un calo tra il 45 e il 70% per l’economia del turismo e la riduzione di tutti redditi”. Il quadro è allarmante ancor più se si pensa che “il turismo è il primo settore economico impattato” e molto probabilmente quello “che uscirà più tardi da questa fase. Bisogna prenderne atto. Le perdite a livello dell’Unione per alberghi e ristoranti sarà del 50% almeno, del 70% per tour operator e agenzie di viaggio, del 90% per le compagnie aeree”. Ci sono poi “disparità a livello geografico: ci sono regioni importanti come le isole che dipendono totalmente dal turismo”, spiega Breton facendo l’esempio di Spagna, Grecia e Italia”. C’è poi “la realtà umana e sociale, gli imprenditori, il dramma dei lavoratori. Dobbiamo essere all’altezza della situazione”.

LIQUIDITA’ E INVESTIMENTI

Tra le misure adottate dalla Commissione von Der Leyen c’è il tema di “superare il problema di liquidità per cercare di liberare al massimo quanto necessario”. Il settore turistico deve poi “fruire al più presto delle misure annunciate a livello della Bce, bisogna far sì che tutto ciò sia posto in essere nelle settimane a venire”, sottolinea Breton. Ci sono, inoltre, le “misure nazionali che appoggeremo” e “investimenti pari a 37 miliardi per mobilitare i fondi strutturali sui vari obiettivi tra cui figura il turismo”, conclude il Commissario europeo.

 

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