Promuovere la diffusione e la conoscenza del progetto artistico e culturale delle “Pietre d'inciampo” su tutto il territorio nazionale e a introdurre nelle scuole del territorio, in accordo con i servizi educativi dei musei e degli archivi di Stato, percorsi didattici di approfondimento finalizzati alla ricostruzione della geografia urbana dei luoghi di deportazione e della biografia delle vittime della dittatura nazi-fascista. E’ quanto chiede una mozione a prima firma del deputato Michele Nitti (Misto) depositata alla Camera.

Il progetto denominato “Pietre d'intralcio” (Stolpersteine), ideato e realizzato dall'artista tedesco Gunter Demnig, è un'iniziativa monumentale diffusa, per ricordare le singole vittime della deportazione nei campi di concentramento e di sterminio nazisti; la pietra d'inciampo è un piccolo blocco di pietra ricoperto di ottone lucente (su cui è inciso nome, anno e data di nascita, luogo della deportazione e data di morte del deportato) collocato in prossimità delle abitazioni in cui risiedettero i deportati prima della deportazione.

L'iniziativa è nata con lo scopo di ricordare le vittime del Nazionalsocialismo che siano state perseguitate per motivi di religione, razza, idee politiche o orientamento sessuale; come si apprende dal sito pietredinciampo.eu, oggi si incontrano Pietre d'inciampo in oltre 2.000 città europee: in Austria, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Lussemburgo Norvegia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina e Ungheria;

“Negli ultimi tempi – ricorda Nitti - le Pietre d'inciampo sono state oggetto di episodi d'intolleranza: a Roma il 10 dicembre 2018 in via Madonna dei Monti 82 sono state divelte e rubate venti pietre posate di fronte all'abitazione della famiglia ebrea Di Consiglio e nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2019, in via della Reginella 10, al ghetto ebraico, su uno dei simboli che ricordano le vittime romane della Shoah è stata attaccata una scritta in tedesco per ricordare che: ‘L'assassino torna sempre sul luogo del delitto’”.

“A fronte di questi dati preoccupanti e degli episodi citati, è quanto mai necessario investire in forme di coinvolgimento diretto delle nuove generazioni, attraverso percorsi didattici e multimediali di approfondimento che rafforzino e ravvivino costantemente la memoria collettiva della tragica esperienza della deportazione e degli orrori della Shoah”.

 

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