La ripresa mondiale dall’emergenza Coronavirus dovrà passare inevitabilmente dalla cultura, senza la quale non è possibile alcun rilancio economico e sociale. “Nella fase di recupero avremo bisogno dei monumenti e dei beni culturali; avremo bisogno che i nostri musei siano aperti, in modo che le persone possano iniziare a ritrovare il piacere alla propria vita”. La cultura, quindi, “sarà una componente importante di qualunque ripresa a cui noi stiamo pensando”. Ne è convinto il direttore generale dell’Iccrom, Webber Ndoro, che ad AgCult traccia un bilancio di queste settimane di quarantena ed elenca le sfide che attendono il patrimonio culturale mondiale.

IL RUOLO DEL PATRIMONIO CULTURALE NELLA FASE DI RIPRESA

“In alcuni Paesi, l’Italia per esempio, la cultura svolge un ruolo rilevante nell’economia. Avremo bisogno del patrimonio culturale in tutte le sue forme per essere in grado di rilanciare il turismo e l’economia, quindi è importante iniziare ad assicurarci che tutto ciò sia fatto”, spiega il Direttore generale del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali. “Ma, a parte l’economia, è il benessere delle persone ad essere importante: tutto ciò che riguarda gli esseri umani è Cultura: l’arte, la danza, il gioco, e così via... Questo è quello che ci fa andare avanti e che contribuisce al nostro benessere: abbiamo bisogno che queste attività riprendano appena possibile in modo da poter tornare a una situazione normale”.

Senza il teatro, senza l’arte, senza le espressioni culturali, spiega, “ci troviamo in una situazione molto difficile. Per questo ritengo che qualsiasi ripresa richiederà espressioni culturali. Non possiamo trascurare la cultura, è sempre presente, è qualcosa che gli esseri umani richiedono, è qualcosa di cui non possiamo fare a meno. Non vedo come questo mondo possa riprendersi da questa pandemia senza il suo patrimonio culturale. Lo so che tutti sono convinti che l’economia è importante, che dobbiamo riprenderci economicamente, ma senza recupero culturale non c’è nessuna economia, senza ripresa culturale non ci sono esseri umani; quindi la cultura sarà una componente importante di qualunque recupero si stia pensando”.

RIDURRE I RISCHI PER I SITI E LE COLLEZIONI DURANTE I PERIODI DI CHIUSURA

Sono diverse le sfide che il patrimonio culturale si è trovato ad affrontare a causa della crisi sanitaria: dal problema della manutenzione dei siti ai furti e ai vandalismi. Per queste ragioni l’Iccrom ha invitato negli scorsi giorni i suoi Stati membri, attraverso le autorità nazionali e locali, i gestori dei siti culturali e delle istituzioni del patrimonio culturale, gli operatori culturali e i custodi tradizionali, così come il pubblico, la società civile e il settore privato ad adottare tutte le misure possibili per ridurre i rischi per i siti e le collezioni del patrimonio culturale durante i periodi di chiusura.

“A causa della pandemia – sottolinea Ndoro - i siti sono stati abbandonati, così come le collezioni: per questo abbiamo rivolto un appello alle Istituzioni e ai Governi affinché si rendano conto che non è possibile trascurare questi luoghi e che è importante prendersene cura. Ci appelliamo a tutti i professionisti e a tutte le Istituzioni affinché mettano in campo ogni sforzo possibile per preservare il nostro patrimonio culturale e per prevenire furti e vandalismi”, chiaramente “non a spese della salute delle persone”.

NESSUNA SOCIETÀ SOPRAVVIVE SENZA CULTURA

Ma come può la comunità internazionale sostenere gli impegni dei governi nazionali negli gli sforzi dopo l’emergenza? “L’emergenza Covid-19 ci ha fatto rendere conto che abbiamo bisogno l’uno dell’altro. La crisi infatti non si risolverà in un solo Paese o perché abbiamo un vaccino: si risolverà perché il mondo sarà unito per dire ‘proviamo a risolverla’”. Allo stesso modo “spero anche che il mondo possa riunirsi per assicurare che la Cultura, che è la colla per il mondo, sia parte integrante di ciò: quindi è necessaria una cooperazione nel mondo per garantire che la Cultura sia al centro di tutti questi temi”.

“Ancora una volta voglio sottolineare che non c’è società che sopravvive senza cultura; non esiste mondo senza cultura, senza lo scambio di espressioni culturali, beni culturali, teatri, visite ai siti. Per questo chiediamo ai Governi e alle Istituzioni di riunirsi per assicurare che la nostra cultura sopravviva e sia diffusa”.

PAESI PONGANO ATTENZIONE AL PATRIMONIO CULTURALE

 “La situazione è in continua evoluzione, ciò che è importante per noi è che vite umane siano salvate”, sottolinea Ndoro. “Dobbiamo vedere come il patrimonio culturale, e quelli che ne vivono, può sopravvivere a questa pandemia. Una volta che la salute di tutti sarà assicurata, allora potremo iniziare ad affrontare alcuni problemi, come quelli economici e culturali: non ci sono problemi economici che noi possiamo risolvere senza tener conto degli elementi culturali: questi sono aspetti importanti in economie di molti Paesi, l’Italia ad esempio, dove il patrimonio culturale ha un grande ruolo. Penso che tutti i Paesi dovrebbero essere attenti al patrimonio culturale e a cosa possiamo fare non solo per salvaguardarlo ma anche per fare in modo che fornisca soluzioni per coloro che ne dipendono”, ha concluso il Direttore generale dell'Iccrom.

 

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