Una programmazione pensata per gli appassionati del balletto classico e contemporaneo e della musica senza tempo prende il via da oggi su RaiPlay. Un omaggio all'Abruzzo con la storica esibizione di Nicola Piovani del 2019, la tradizione russa di Ciajkovskij e lo Schiaccianoci, uno dei balletti più celebri del repertorio classico, la musica mitteleuropea di Strauss e di Liszt e, per finire, la rilettura di uno dei balletti simbolo del romanticismo francese: Giselle. Ecco cosa sarà possibile trovare sulla piattaforma Rai.

Sinfonia delle Stagioni

Negli anni Nicola Piovani si è fatto apprezzare come compositore di colonne sonore, lavorando con Nanni Moretti e con Roberto Benigni, fino all’Oscar per “La vita è bella”. Accettando di commemorare il terremoto accaduto a L’Aquila dieci anni prima, ed esprimendo in questo modo la propria coscienza civica, nel 2019 il Maestro diresse questa sua lunga composizione per orchestra, coro di voci bianche e voce narrante, affidando quest’ultimo ruolo all’attore Roberto Herlitzka. Ora RaiPlay ripropone quella storica esibizione, avvenuta nel capoluogo abruzzese presso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio; offrendo non soltanto l’ascolto di una musica ispirata, ma ricordando la Storia come solo l’Arte è in grado di fare.

Lo Schiaccianoci

Ciajkovskij è il nome più conosciuto tra i musicisti russi affermatisi a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, da Rimskij-Korsakov a Stravinskij, e la sua popolarità deriva soprattutto dal successo della musica per balletto. Dal Teatro La Fenice di Venezia, grazie la brillante regia di Timothy O’Keefe, la qualità senza tempo di questa opera d’arte rivive una volta ancora per gli utenti di RaiPlay, che  possono ora apprezzarla in tutta la sua bellezza.

Luisi e Taverna alla Filarmonica della Scala

RaiPlay mostra i nuovi nomi della nuova scena musicale italiana: il Direttore d’orchestra Fabio Luisi e il pianista Alessandro Taverna, impegnati in concerto presso il Teatro alla Scala di Milano, e alle prese con un magico repertorio tardo-romantico, da “Don Juan” e “Ein Heldenleben” di Richard Strauss al “Concerto n. 2 in la maggiore” di Franz Lizt. Per gli appassionati si tratta di un’opportunità molto interessante: sia perché, rispetto ad altri, i due compositori sono meno presenti nei programmi concertistici, sia perché è possibile apprezzare le doti di Luisi e Taverna, due dei maggiori talenti delle ultime generazioni di interpreti. Lizt era ungherese, un virtuoso unico al mondo, e divenne suocero di Richard Wagner. Richard Strauss era tedesco, all’avanguardia, e divenne celeberrimo un secolo dopo anche grazie ad “Odissea nello Spazio”.

Giselle di Akram Khan

Tanti anni fa, a margine del successo di scrittori come Anif Kureishi o Zadie Smith e più in generale per indicare il contributo degli artisti nati nel Regno Unito, ma di origine non anglosassone, venne coniata l’espressione Paki pop, che una volta tanto non era discriminante, ma indicava piuttosto un’energia e una visione condivise. L’esperienza artistica di Akram Khan, valorizzato agli inizi della carriera da un grande del palcoscenico contemporaneo come Peter Brook, si inscrive in questo contesto. La sua rilettura di uno dei balletti simbolo del Romanticismo, realizzata con l’English National Ballet e ora disponibile su RaiPlay, si segnala per la qualità della regia e l’originalità della messa in scena.

 

Articoli correlati