Difesa della vita sociale con tutti i mezzi possibili e intervento pubblico a sostegno del settore culturale. Sono i due pilastri che Luca Bergamo, vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale, indica come base da cui ripartire una volta messa alle spalle l’emergenza sanitaria e che riassume in una frase: “Se si può stare insieme in una fabbrica, si può fare lo stesso in un teatro”.

Il ragionamento di Bergamo parte dallo scenario che si prospetta per le attività culturali nei prossimi mesi. “Alcuni eventi tipo le camminate urbane- spiega in un’intervista ad AgCult -, non vedo perché debbano esseri cambiati. Per altri, invece, si prevede un periodo più difficile. Penso a cori e orchestre sinfoniche che hanno bisogno di maggiori spazi e maggiori attenzioni igieniche”. 

Per un periodo, rileva il vicesindaco di Roma, la sostenibilità economica delle diverse attività non sarà più la stessa di quella a cui eravamo abituati. “Serve che ci sia una presenza significativa dell’intervento pubblico, perché la partecipazione alla vita culturale è una delle condizioni fondamentali per il benessere della società – afferma Bergamo -. Questo crea l’effetto di pensare alla vita culturale non come a un esercizio secondario nella vita delle persone, ma come elemento fondamentale della coesione sociale, secondo peraltro quanto scritto nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo. Mi aspetto quindi, almeno per una fase, un ulteriore intervento pubblico e del mecenatismo, perché il settore possa creare dei formati nuovi”. 

La sfida, aggiunge, “sarà combinare un’alta qualità di spettacoli con produzioni fatte non da grandi masse ma per nuclei più piccoli di persone”. E le tecnologie? “Ne auspico l’utilizzo ma non voglio immaginare, anzi, mi opporrò all’ipotesi che possano sostituire la dimensione fisica – risponde Bergamo -. L’esperienza emotiva di uno spettacolo resta decisiva nella produzione culturale, per cui la vita sociale va difesa con tutti i mezzi possibili. D’altro canto, se si può stare insieme in una fabbrica, si può fare lo stesso in un teatro”. 

IL CONFRONTO CON IL GOVERNO

Nelle scorse settimane Bergamo, insieme agli assessori alla Cultura delle principali città, si è confrontato con il ministro Dario Franceschini sottoponendogli richieste e suggerimenti in vista dell’emanazione dei decreti governativi. “L’interlocuzione con il ministro Franceschini è stata e continua a essere positiva e ha dato già dei risultati, come la destinazione di 20 milioni di euro a soggetti che non sono beneficiari del Fus – commenta il vicesindaco -. Altri interventi, però, li attendiamo nel prossimo decreto, non solo dal Mibact, ma dal governo in generale”. 

Tra le misure attese, spiega Bergamo, “il sostegno ai lavoratori che non sono stati protetti dal Cura Italia, cioè gli autonomi che non hanno partita Iva, quelli che fanno prestazioni occasionali; l’accesso alla cassa integrazione per i lavoratori intermittenti che in questo momento è reso impossibile dall’interpretazione data tempo fa dall’Inps; l’erogazione di uno strumento di emergenza di reddito universale, che tuteli i tantissimi lavoratori attualmente fermi; interventi di vantaggio fiscale come l’estensione dell’Art bonus”. 

Un discorso più ampio, che travalica le competenze del Mibact e si allarga ad altri ministeri, riguarda il cosiddetto “Cura Comuni”. In Italia, ricorda Bergamo, “le politiche delle amministrazioni locali hanno una funzione fondamentale sulla produzione culturale contemporanea e sulla cogestione delle grandi istituzioni culturali. Oggi i Comuni sono in enorme difficoltà, perché il fermo delle attività si porta appresso la riduzione delle entrate tributarie, in particolare la tassa di soggiorno utilizzata per finanziare le politiche culturali. Bisogna sempre ricordare che i Comuni non possono ridurre in autonomia l’importo della Tari o intervenire sull’Imu e la Tasi senza misure disposte dal governo. Quindi ci sono diversi piani di interlocuzione con Mibact e governo e contiamo sull’influenza di Franceschini nelle discussioni interne all’esecutivo”. 

LA RIAPERTURA DEI MUSEI

Nel frattempo, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato che dal 18 maggio riapriranno con precauzione musei, mostre e biblioteche. Roma come si sta preparando? “C’è un lavoro in corso – dichiara Bergamo -: ieri c’è stata una riunione tecnica e nelle prossime ore sarà fatto un approfondimento. La gradazione delle misure e quindi la riapertura la definiremo nei prossimi giorni. La data del 18 maggio è l’orizzonte. Il mio desiderio è quello di aprire il più rapidamente possibile e avere nel giro di poche settimane l’intero sistema museale in funzione”. 

“Ci sono ovviamente aspetti che vanno definiti e che riguardano le disposizioni che saranno emanate dalla situazione sanitaria – precisa il vicesindaco della Capitale -. Al momento si va un po’ a intuito, d’altro canto è azzardato dare disposizioni organizzative esecutive basandosi sulle ipotesi. In sostanza, oggi non sappiamo se si dovrà misurare o meno la temperatura delle persone all’ingresso. Per cui, come Campidoglio, lavoriamo sul tema riapertura, ma i dettagli dipendono dalle indicazioni che saranno fornite, credo abbastanza presto, dalle autorità governative e soprattutto sanitarie. Il lavoro che stiamo portando avanti è finalizzato a riaprire il 18 maggio, almeno i musei più importanti”.

I BANDI DEL CAMPIDOGLIO

Bergamo sottolinea, infine, alcuni provvedimenti presi dall’amministrazione capitolina per quanto riguarda il settore culturale. “Abbiamo introdotto una flessibilità per la realizzazione di progetti che si aggiudicano i bandi triennali già pubblicati, che sono Eureka! ed Estate Romana. La flessibilità consiste nel fatto che le attività previste non debbano più svolgersi nei periodi stabiliti e neppure essere strettamente quelle pianificate per l’anno 2020. Quindi possono essere rimodulate in modo da essere svolte in qualunque momento possibile fino alla fine dell’anno. Stiamo lavorando per offrire una vita culturale e sociale durante l’estate".

Inoltre, aggiunge Bergamo, “stiamo preparando un nuovo bando che avrà una dotazione iniziale di 800 mila euro che sarà progressivamente incrementata dai risparmi derivanti dalle non aggiudicazioni di altri bandi. Questo bando ha una logica diversa, frutto del nuovo regolamento sui contributi del Comune di Roma, approvato lo scorso anno, che introduce la possibilità di finanziare i programmi. E’ uno strumento a vantaggio di quei soggetti che hanno la struttura per un’attività continuativa e che oggi sono in grande difficoltà”. 
 

 

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