Foto d'archivio

Lo scorso 29 aprile l’organizzazione Restauratori Senza Frontiere Italia ha inviato al Mibact un documento, con l’intento di sottoporre le criticità in merito ai trattamenti di sanificazione richiesti in questo periodo a seguito dell’epidemia di Covid19, anche per gli ambienti di interesse storico e artistico.

“L’Istituto Superiore di Sanità – si legge nella missiva firmata da Marisa Laurenzi Tabasso, Presidente del Comitato Scientifico di RSF Italia - indica ‘acqua e sapone e/o alcol etilico 75% e/o ipoclorito di sodio 0,5%’ per pulire i diversi ambienti, materiali e arredi. Nel caso però di ambienti e materiali di rilevanza culturale queste indicazioni vanno attentamente valutate per evitare di produrre danni sui diversi manufatti trattati direttamente con i prodotti per la sanificazione o, indirettamente, a causa di vapori o gas che possono sprigionarsi dai prodotti stessi”.

“Il Dott. Nazzareno Gabrielli, chimico, Socio onorario di Restauratori Senza Frontiere-Italia e già direttore dei Gabinetti Scientifici dei Musei Vaticani, ha recentemente indirizzato al MIBACT un messaggio per allertare gli uffici responsabili delle tutela e della fruizione di immobili e collezioni di interesse storico-artistico affinché si presti la massima attenzione ai prodotti che si dovranno impiegare per la loro sanificazione. Il MIBACT ha tempestivamente informato tutti gli enti periferici competenti, diffondendo il messaggio del dott. Gabrielli”.

“Al di là dell’urgenza degli interventi di sanificazione richiesti dalla attuale situazione relativa alla pandemia e in vista del ritorno alla normalità, il problema della più semplice ed ordinaria igienizzazione di questi luoghi richiede analoghe cautele e attenzione ai prodotti che si usano. Musei, biblioteche, sedi di istituzioni storiche pubbliche e private, vengono il più delle volte igienizzati da normali imprese di pulizie, quelle che ancora oggi spesso usano prodotti commerciali, non idonei per le superfici storiche come pavimenti in cotto, in parquet, oppure in pietra, spesso anche infissi e/o vetrate di pregio. Inoltre, le sostanze volatili rilasciate dai prodotti impiegati (per es. ammoniaca, o cloro) possono raggiungere anche i manufatti conservati nell’ ambiente (dipinti, sculture, stoffe, manufatti cartacei, ecc.)”.

“Questa situazione richiede con molta evidenza la necessità che gli organi competenti del MiBACT regolamentino con chiarezza le modalità per l’effettuazione degli interventi di pulizia di siti e monumenti sottoposti a vincolo storico, artistico, architettonico e archeologico,  e indichino che tali interventi siano obbligatoriamente effettuati sotto il coordinamento e la Direzione Tecnica di un Restauratore qualificato di Beni Culturali. Quanto agli aspetti tecnici delle operazioni di sanificazione e igienizzazione (il tipo di prodotti da impiegare in funzione delle diverse tipologie di ambienti e manufatti), certamente gli Istituti Superiori del Ministero (ISCR, ICRCPAL) e avranno già dato o daranno tutte le indicazioni necessarie. Restauratori Senza Frontiere-Italia è comunque disponibile per contribuire, ove ce ne fosse la necessità, alla redazione di protocolli specifici”.

 

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