“La Risoluzione sulla Cultura post-Covid approvata all’unanimità da parte della Commissione Cultura della Camera dei deputati è il frutto di un equilibrato lavoro di insieme, all’interno della quale sono stati inseriti gli impegni di diversa natura supportati da tutte le forze politiche presenti in commissione, ma con un solo scopo: supportare la ripresa di tutto il mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo, comprovando che si tratta realmente un grande patrimonio condiviso, sul quale molto spesso si appianano differenze di visione che in altri settori si strutturano come inscalfibili”. Lo dichiara Paolo Lattanzio, membro M5S della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

“La Commissione ha approvato un atto completo e complesso, sia dal punto di vista temporale che delle azioni da strutturare. Da un lato, infatti, analizza la crisi presente, guarda all’immediato futuro e progetta un orizzonte più lungo, con l’obiettivo di una ripensamento di tutto il sistema, non di un mero restauro; dall’altra vuole andare oltre quella visione di cultura come elitaria e per pochi, radicandola alla comunità ed al territorio. Il centro nevralgico della Risoluzione è senza dubbio il porre al centro della ripartenza chi produce, diffonde e lavora nel mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo".

"Abbiamo provato ad includere ogni settore interessato: musei, libri, spettacoli dal vivo di ogni genere - anche itinerante -, musica, teatro, opera lirica, cinema, come pure filiere produttive, artisti, lavoratori intermittenti, fornitori di servizi. Gli impegni individuati, nella loro varietà, rappresentano un indirizzo puntuale, in una visione macroscopica d’insieme: incrementare i fondi emergenziali ed allargare la platea dei comparti che vi possono accedere; creazione di un Fondo nazionale per la cultura, piuttosto che di sistemi di finanziamento che coinvolgano i cittadini e che ripensino a forme di mecenatismo diffuso; si prevedono facilitazioni fiscali, tavoli di crisi per la ripartenza, campagne di comunicazione nazionali; inoltre si guarda alle scuole, alle accademie, alla ripresa degli eventi live, ai piccoli festival, al supporto alla digitalizzazione ed alla tutela delle opere riprodotte in digitale, al sostegno alla domanda di libri e - dall’altra parte - agli editori, si pensa a sostenere l’arte bandistica, a migliorare l’utilizzo dei fondi europei, ad una adeguata remunerazione del diritto d’autore”, continua Lattanzio.

“Gli impegni che poniamo al Governo provano dunque a non lasciare nessuno indietro, a rilanciare tutto il comparto in un’ottica di innovazione e rigenerazione, nonchè di valorizzazione di tutte le meravigliose eccellenze del nostro panorama culturale per cui la ripartenza non può più essere rimandata” conclude Lattanzio.

 

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