Un esposto/denuncia per chiedere di annullare il provvedimento di autorizzazione rilasciato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, "affinché non si danneggi il bene vincolato di Villa Paolina di Mallinckrodt". A presentarlo il Comitato di quartiere “Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt" insieme a Cittadinanzattiva Trieste Nomentano. “Preoccupati dell’imminente ripresa delle attività edilizie, abbiamo sollecitato tutti gli Enti destinatari re-inviando nuovamente gli Esposti e sollecitandoli a una pronta azione per la salvaguardia del bene vincolato di Villa Paolina di Mallinckrodt e per non creare un pericoloso precedente per la tutela del patrimonio monumentale della città di Roma".

“Dopo il fermo cantieri, avuto per l’emergenza sanitaria, e sotto la spinta dell’imminente ripresa delle attività edilizie, temiamo che vengano fatte iniziare delle attività non correttamente approvate e definite", spiega una nota. “Abbiamo inviato il 6 marzo 2020, insieme a Cittadinanzattiva Trieste Nomentano, un esposto/denuncia al ministro Franceschini, al Segretario Generale Nastasi e alla Direttrice Generale ABAP Galloni, denunciando che la Soprintendenza Speciale avrebbe autorizzato un progetto di restauro di un importante bene monumentale, come Villa Paolina, in deroga a quanto stabilito dal Codice dei Beni Culturali e dalla normativa di settore”.

“Solo il progetto di massima – denuncia il Comitato - è stato presentato e mancano completamente gli elaborati di fattibilità, il progetto esecutivo e i calcoli strutturali, per cui in dettaglio questi sono i punti contestati:

  1. Manca una serie di documenti fondamentali che devono essere allegati ai progetti di restauro di un bene vincolato come Mappatura del Degrado, Verifica antisismica, Rilevo quotato dello stato attuale, Progetto di miglioramento antisismico, Progetto esecutivo. Sarebbe stata quindi concessa un’autorizzazione priva di ogni indicazione sulla conoscenza del Bene Monumentale ai fini della sua conservazione.
  2. il progetto di “Restauro” sarebbe stato autorizzato in contrasto con la declaratoria del vincolo che tutela l’immodificabilità dei prospetti e della tipologia strutturale interna e la salvaguardia del giardino, tutte cose che avevamo già indicato nel nostro precedente esposto del 20 febbraio 2020 e nel relativo comunicato.
  3. il progetto autorizzato dalla Soprintendenza è stato definito di “Restauro e Rifunzionalizzazione", ma in realtà è un progetto di 'Ristrutturazione Edilizia pesante', come dichiarato dalla stessa società immobiliare nella presentazione della SCIA. Nei beni tutelati invece sono ammessi solo interventi di 'Restauro conservativo'".

“Sarebbe stata quindi concessa un’autorizzazione priva di ogni indicazione della conoscenza del Bene Monumentale, in contrasto con la declaratoria del Vincolo e su un progetto di Ristrutturazione Edilizia “pesante” non ammessa dal Codice dei Beni Culturali sui beni vincolati, e pertanto nell’esposto/denuncia abbiamo chiesto di annullare il provvedimento di autorizzazione rilasciato dalla SS-ABAP, affinché non si danneggi il bene vincolato di Villa Paolina di Mallinckrodt.

"Contemporaneamente abbiamo fatto un esposto anche al Municipio II, dove, per le stesse motivazioni, abbiamo chiesto che la pratica di Restauro e Rifunzionalizzazione, presentata in Scia venisse rifiutata, in quanto non corretta da un punto di vista procedurale e che fosse riformulata e soprattutto documentata completamente e correttamente, al fine di avere la certezza che le opere previste non creino danni irreversibili al bene vincolato".

"Ad oggi non ci è pervenuta alcuna risposta ai nostri esposto/denuncia dagli Enti destinatari e, preoccupati dell’imminente ripresa delle attività edilizie, abbiamo sollecitato tutti gli Enti destinatari re-inviando nuovamente gli Esposti e sollecitandoli a una pronta azione per la salvaguardia del bene vincolato di Villa Paolina di Mallinckrodt e per non creare un pericoloso precedente per la tutela del patrimonio monumentale della città di Roma".

 

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