Nei prossimi giorni “dovremo decidere come ripartire tra le categorie” il fondo previsto dal Decreto Rilancio destinato al sostegno delle librerie, dell’intera filiera dell’editoria, dei musei e dei grandi eventi. Dopodiché “discuteremo con voi come dividere questo fondo di emergenza" per la parte che riguarda le librerie e "i criteri affinché lo si faccia nel modo più equo possibile”. Lo ha detto il ministro per i Beni culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, intervenuto a una diretta Facebook organizzata dall’Associazione Librai Italiani di Confcommercio sulle misure necessarie alla ripartenza del settore dell’editoria, e in particolare delle librerie, dopo l’emergenza da Covid-19.

Nel corso della diretta sono intervenuti quattro librai aderenti ad Ali, Nicola Lagioia direttore del Salone del Libro (che sarebbe dovuto cominciare oggi a Torino) e il presidente dell'Associazione Paolo Ambrosini. 

Franceschini ha cominciato il suo intervento ricordando il legame affettivo con il mondo del libro e delle librerie. “Quando mi occupo di librerie mi sento in conflitto di interesse, almeno emotivo - ha spiegato il ministro -. Sono cresciuto in una casa piena di libri e mio padre ha trasmesso a me questa passione. Un legame emotivo fortissimo che mi ha fatto capire il valore sociale, culturale, al di là di quello commerciale, che in una comunità ha una libreria come punto di incontro e di conoscenza, il ruolo del libraio”. 

Franceschini ha poi ricordato le cose fatte finora per il settore dal governo con la nuova legge sulla lettura, a cominciare dal tax credit librerie che rappresentano “i primi passi”. Quello verso cui vorrebbe andare il ministro “è un principio molto semplice: ci sono alcune attività, come le librerie, che hanno un valore sociale che va ben oltre il valore commerciale e lo Stato deve riconoscere questo valore intervenendo con i mezzi che può attivare, e il tax credit è un primo passo”. 

Prima dell’emergenza il governo stava lavorando a delle misure che adesso riprenderà: se in un piccolo comune, ha chiarito il ministro, dove non c’è più nulla si apre un’attività commerciale come una libreria, lo Stato dovrebbe dirgli grazie e risarcirlo, non solo esentarlo da ogni prelievo fiscale”. 

Nel Decreto legge Rilancio (approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri) ci sono 210 milioni di euro sostegno delle librerie, dell’intera filiera dell’editoria, dei musei, dei grandi eventi e “adesso ragioneremo in fretta su come distribuirli e come andare a integrare quelle risorse”. Questo fondo - ha chiarito Franceschini - dovrà essere ripartito innanzitutto come categorie, poi, ha concluso, “discuteremo con voi come dividerlo”. 

 

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