“La grande innovazione della direttiva copyright consiste nell’allargamento della gamma dei diritti a compenso che spettano all’artista musicale e l’attribuzione agli organismi di gestione collettiva della fissazione del corrispettivo ulteriore e aggiuntivo dovuto all’artista, interprete, esecutore del settore musicale per questa tipologia di utilizzazione”. Lo ha detto Andrea Miccichè, in rappresentanza del Nuovo Imaie, intervenuto in commissione Politiche Ue del Senato nell’ambito delle audizioni sul ddl Delega Ue.

“Qualora non venisse recepito quest’allargamento al compenso – ha messo in guardia Micciché-, paradossalmente potrebbe verificarsi l’effetto di una diminuzione dei diritti. Cosa che sarebbe antitetica rispetto al principio cardine che muove la direttiva copyright: cioè diminuire il gap che oggi esiste tra i guadagni delle grandi piattaforme e gli inesistenti guadagni che percepiscono gli artisti, interpreti ed esecutori”.

"Il recepimento della direttiva avviene in un momento topico, mentre l’industria culturale è in grande crisi per la pandemia e nel contempo il mercato digitale e quello della distribuzione dei contenuti protetti attraverso il web stanno attraversando una fase di grande splendore", ha rimarcato Micciché che ha concluso il suo intervento rivolgendosi così ai membri della commissione: “Avete la grande opportunità di aiutare gli artisti che in questo momento storico sono quelli maggiormente penalizzati. Il mondo nella cultura vede nel Parlamento e particolarmente in questa commissione una buona occasione per risalire la china”. 


 

 

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