Il turismo tornerà e intanto sarà in cima agli interventi del Recovery Fund. Oggi riunione dei ministri europei per concordare una posizione comune sui corridoi turistici. E ancora: il Codice degli appalti va corretto, non sospeso e la tutela dei lavoratori del cinema e dello spettacolo. Intervento a 360 gradi quello del ministro per i Beni culturali e per il turismo Dario Franceschini ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai Uno. Tanta politica e attualità, ma soprattutto turismo e cultura alle prese con una ripartenza difficile per i due settori più colpiti dalle misure per il contenimento del contagio da Covid-19. 

BISOGNAVA RIAPRIRE IN MODO GRADUALE

“Sono stato tra i più prudenti all’inizio dell’emergenza quando si sapeva poco del virus e bisognava fare scelte inimmaginabili in una democrazia occidentale - ha detto Franceschini -. Riguardo questa fase credo fosse giusto arrivare a una riapertura che deve essere graduale, molto controllata e con il rispetto delle regole. Perché tutto sia finito e si possa tornare alla normalità servono tempo e comportamenti individuali prudenti”. 

Il ministro ha poi aggiunto: “Penso che andando avanti dovremo dedicarci a chi sarà più lento nella ripresa: dovremo organizzare i prossimi aiuti in base alla durata della crisi dei singoli settori. Non lasciando nessuno per strada”. 

TURISMO

Ampio spazio dedicato al turismo. “Vorrei dire al mondo del turismo che dobbiamo attraversare una fase difficile, una specie di deserto, ma il turismo tornerà. Prima della crisi avevamo il problema opposto, il sovraffollamento e il governare la crescita del turismo internazionale verso il nostro Paese. L’Italia, in tutti gli studi, risulta la prima meta desiderata di viaggio”.

“Sentendo il ministro dell’Economia e il presidente del Consiglio ho detto che il turismo sarà in cima agli interventi del Recovery Fund. Per delle ragioni evidenti: dei settori ripartiranno più lentamente, come quelli dei tour operator e delle agenzie di viaggi. Partiremo quindi dai settori più in crisi e soprattutto dalle persone più in difficoltà”. 

“Bisogna aiutare il turismo innanzitutto puntando su quello interno perché se non arriveranno turisti stranieri in Italia saranno pochi gli italiani che andranno in giro per il mondo”.

“Finalmente è stato deciso che in cima alle risorse molto importanti del Recovery Found ci saranno misure per incentivare il turismo. Perché alcuni settori ripartiranno più in fretta, ma i grandi numeri del turismo ripartiranno più lentamente. Bisogna quindi aiutare le imprese del settore con risorse italiane e abbiamo messo 4 miliardi nel decreto Rilancio, con risorse europee e con regole comuni che credo arriveranno tra qualche giorno”. 

Riguardo i corridoi turistici “bisogna distinguere dal turismo internazionale extraeuropeo da quella infraeuropeo. Noi abbiamo deciso di riaprire le frontiere europee dal 3 giugno. Sto ragionando con gli altri ministri Ue del turismo e domani (oggi, ndr) abbiamo un’altra riunione per concordare una posizione comune. Devono esserci regole sanitarie di sicurezza e precauzione a livello europeo. Tutta la polemica sui corridoi bilaterali, è ricondotta a questa strategia comune europea che è molto importante”. 

CINEMA E SPETTACOLO

“Le risorse aggiuntive che ha avuto il Mibact serviranno a coprire i lavoratori del cinema e dello spettacolo, qualora scoprissimo che non sono stati coperti dagli ammortizzatori sociali generali. L’impegno è non dimenticare nessuno”.Ha detto Franceschini da Bruno Vespa. 

“Nel decreto che sarà in Gazzetta Ufficiale questa sera (ieri sera, ndr), abbiamo deciso che i fondi ordinari che vanno al cinema e allo spettacolo, cioè gli oltre 800 milioni Fus e tax credit cinema che vengono erogati se si rispettano un certo numero di parametri, quest’anno saranno dati senza il rispetto di quei parametri – ha spiegato Franceschini -. E’ un polmone di ossigeno perché sono soldi che servono per pagare i dipendenti e mandare avanti le attività anche se i teatri sono chiusi”. Inoltre, ha aggiunto il titolare del Collegio Romano, “abbiamo stanziato un fondo di 240 milioni per cinema e spettacolo per risorse dell’emergenza che abbiamo già cominciato a distribuire. Abbiamo poi fatto un provvedimento di 20 milioni per tutti quelli che non prendono risorse dal Fus, cioè festival, teatri e piccole compagnie. Sono arrivate già tremila domande e probabilmente dovremo aumentare le risorse. E ancora un altro fondo di 13 milioni per artisti, autori e musicisti che prendono meno di 20 mila euro l’anno”.

“Questo settore non ha mai avuto la cassa integrazione né altri ammortizzatori e ora c’è la cassa integrazione e abbiamo esteso a tutti i lavoratori intermittenti, temporanei, stagionali, anche il contributo dei 600 euro. Siccome nel primo provvedimento c’era il limite di aver lavorato trenta giornate nel 2019, in questo decreto il limite è stato abbassato a sette giornate”, ha rimarcato Franceschini.

MUSEI

“Il primo giorno di riapertura della Galleria Borghese ha visto in poche ore 150 visitatori, c’è voglia di cultura. Nel 2015 abbiamo fatto una legge che ha reso i musei servizi pubblici essenziali. L’Italia è l’unico Paese al mondo in cui un museo è come una scuola o un ospedale. Questo dimostra l’importanza della cultura nel nostro Paese, dovremmo esserne orgogliosi”.

“I musei possono riaprire da ieri, chiaramente riapriranno man mano dimostrando di essere perfettamente in grado di rispettare le misure di sicurezza, il distanziamento, le mascherine e la sanificazione. Con una differenza di misure tra musei che hanno un afflusso di visitatori alto e quelli che hanno normalmente già pochi visitatori”. 

POMPEI

“Pompei, che riaprirà tra qualche giorno, è una bellissima storia italiana. Qualche anno fa era sinonimo di crolli e turisti in fila per scioperi improvvisi. Oggi è una storia di riscatto con giovani studiosi, un bravissimo direttore e visitatori che ammirano sia come abbiamo speso i fondi europei sia la qualità dell’offerta culturale e turistica. Penso che possa essere utile per il Paese: se ce l’abbiamo fatta a Pompei, da questa vicenda dell’emergenza coronavirus l’Italia potrà uscire migliore e più forte perché può riscoprire la parte migliore che ha dentro di sé”. 

CODICE DEGLI APPALTI

“Il Codice degli appalti va corretto, non sospeso”, ha messo in chiaro Franceschini. "Ci sono delle garanzie contro la corruzione, contro il rischio di inquinamento delle gare", ha concluso.

 

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