Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto partecipa alla campagna “La cultura non si ferma” con il video “Tesoretto monetale bizantino” pubblicato sul canale YouTube del Ministero per i beni e le attività culturali e per il Turismo, dove dall’inizio dell’emergenza coronavirus i musei, i parchi archeologici e gli istituti della cultura statali hanno aderito con innumerevoli contributi audiovisivi per permettere alle persone di continuare a godere da casa del patrimonio culturale nazionale. Questa campagna ha permesso di conoscere il lavoro delle numerose professionalità del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo impegnate quotidianamente nella tutela, conservazione, valorizzazione e didattica del patrimonio storico, artistico e archeologico del nostro Paese.

Nel breve filmato, l’archeologa Sara Airò illustra il tesoretto monetale del V sec d.C., custodito nella sala XXV al I° piano del MArTA, e rinvenuto in un terreno di proprietà del Conte Pietro d’Ayala Valva nel 1915 a Taranto. Il tesoretto, composto da 8 solidi bizantini in oro, comprendeva in origine 32 unità, di cui 10 ascrivibili all’imperatore Leone I (457-474 d.C.), 3 all’imperatore Zenone Isaurico (474-491 d.C.) e 19 all’imperatore Anastasio I (491-518 d.C.). Il soprintendente dell’epoca, Quintino Quagliati, in applicazione dell’art. 18 della legge 364/1909, trattenne per il Museo solo la metà delle monete, selezionando gli esemplari più rilevanti, ma di queste ultime ne andarono disperse 8. 

Le monete presentano al diritto la figurazione frontale del busto dell’imperatore, la legenda D(ominus) N(oster), il nome dell’imperatore sotto il cui governo è avvenuto il conio e la seguente dicitura PERP(etuus) AUG(ustus)) e sul rovescio sono rappresentate una vittoria crocifera, la legenda VICTORIA AUG(ustorum), le sigle identificative della zecca CON(stantinopolis) e della purezza del metallo – OB(ryzum). Il solidus, nominale in oro del peso di circa 4,5 g, era alla base del sistema economico del tempo e garantiva, grazie alla stabilità del peso e alla purezza del metallo, un importante riferimento per le transazioni economiche.

Il video del MarTa, così come quelli degli altri Istituti del Ministero, mostra non solo il patrimonio e ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il dietro le quinte dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, tutela, valorizzazione e didattica. Tutti i contributi vengono raccolti, oltre che sul canale YouTube del Mibact, nel data base complessivo consultabile sulla pagina La cultura non si ferma, in continuo aggiornamento.

 

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