L’Opera di Santa Croce, a cui è affidata da secoli la cura del complesso monumentale della basilica di Santa Croce, ha scelto di trasformare questo momento di ripartenza in una opportunità di nuova accoglienza. Per questo a partire da sabato prossimo 30 maggio - e per tutti i weekend fino al 21 giugno - ci sarà la riapertura al pubblico per le visite che saranno sempre gratuite. La basilica sarà aperta a questo scopo nei giorni di sabato, dalle ore 11 alle 17, e le domeniche dalle 13 alle 17. Aperture speciali il 2 giugno per la Festa della Repubblica e il 24 giugno in occasione della Festa di San Giovanni. A disposizione di tutti ci sarà una guida speciale, una App che è stata appena messa a punto per permettere ai visitatori di poter fruire di tutte le informazioni utili in piena sicurezza, direttamente attraverso il proprio smartphone.

LA PRIMA CELEBRAZIONE

Domenica mattina l’augurio di Paolo VI (“Firenze risorga più bella, più buona e più unita di prima”) - pronunciato proprio sul sagrato di Santa Croce la sera di Natale del 1966 davanti a una piazza gremita all’inverosimile - è stato ricordato dalla presidente dell’Opera di Santa Croce, Irene Sanesi, che ha salutato la Comunità dei Francescani e tutti i fiorentini presenti, all’inizio della prima, attesa, celebrazione comunitaria dopo i lunghi giorni del lockdown.

Grande l’emozione e la partecipazione dei presenti – circa 160 persone (il numero massimo consentito) - alla preghiera e alla benedizione straordinaria impartita alla fine della messa sul sagrato da padre Paolo Bocci, rettore della basilica, mostrando la reliquia della Santa spina, conservata dalla Comunità francescana. Padre Bocci ha pregato “per il popolo di Firenze e per ogni uomo oppresso dalla sofferenza”. Ha chiesto poi “misericordia per tutte le famiglie che in questo momento di difficoltà vivono senza lavoro e soffrono la fame, per coloro che hanno investito i risparmi di una vita per aprire un’attività e hanno perduto tutto in questo dramma della pandemia”. Ha poi ricordato le autorità pubbliche e gli amministratori di Firenze “perché trovino le strade più brevi ed efficaci per aiutare ogni cittadino a ripartire e ritrovare stabilità e benedire Gesù per il proprio lavoro”. La reliquia della Santa spina, scelta per la benedizione, secondo la tradizione è un dono del re Luigi IX di Francia, terziario francescano, che aveva riscattato la Corona di spine di Cristo portandola in Francia intorno al 1239.

 

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