Dopo oltre sette mesi di “migrazione” in commissione Industria, il senatore Roberto Rampi (Pd) fa il suo ritorno in commissione Cultura di Palazzo Madama. La rentrée avviene all’indomani della scelta dei dem di ricalibrare il proprio peso in alcune commissioni, tra cui appunto la VII. 

Tra gli spostamenti, quello del senatore Salvatore Margiotta dalla commissione Lavori Pubblici alla Cultura. In qualità di membro del governo, però, Margiotta, sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, ha lasciato il suo posto in VII che è così finito al collega di partito Rampi.

I dem tornano quindi ad avere tre rappresentanti nella commissione Cultura. A inizio legislatura erano addirittura quattro i senatori Pd in VII: la capogruppo Vanna Iori, Simona Malpezzi, il vicepresidente della commissione, Francesco Verducci e Rampi. 

Poi lo scorso anno, nel giro di poche settimane, con la nascita del secondo governo Conte e della formazione renziana di Italia viva, la pattuglia democratica si era dimezzata: a fine settembre, infatti, Malpezzi aveva lasciato la commissione perché nominata sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento ed era entrata Daniela Sbrollini in quota Iv, poi a inizio ottobre Rampi aveva traslocato in commissione Industria. 

Questa, quindi, nel dettaglio, la nuova composizione della commissione Cultura: 7 senatori M5S (Angrisani, Corrado, De Lucia, Granato, Montevecchi, Russo, Vanin), 5 Lega (Alessandrini, Barbaro, Borgonzoni, Pittoni, Saponara), 4 Forza Italia (Alderisi, Cangini, Giro, Moles), 3 Pd (Iori, Rampi e Verducci), uno ciascuno Fdi (Iannone), Italia viva (Sbrollini), Autonomie (Laniece) e Misto (la senatrice a vita Liliana Segre).

 

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