Detrazione fiscali delle spese in cultura, come biglietti teatrali o museali. Recepimento della direttiva Copyright. Iniziative a sostegno della filiera del libro. Piena attuazione della legge sulla lettura. Incremento delle misure a favore della stampa, quali l’aumento del Fondo del pluralismo fino a 400 milioni di euro. Sono alcuni punti contenuti nella risoluzione unitaria approvata questa mattina dalla commissione Cultura della Camera su “Misure di sostegno dell’editoria a contrasto degli effetti dell'epidemia Covid 19”. 

Il testo unifica le diverse risoluzioni presentate nei giorni scorsi dai deputati di tutte le forze politiche della 7a commissione: Gianluca Vacca (M5S), Daniele Belotti (Lega), Flavia Piccoli Nardelli (Pd), Luigi Casciello (FI), Federico Mollicone (Fdi), Nicola Fratoianni (Leu) e Michele Anzaldi (Iv).

Nell’emergenza sanitaria, osserva la commissione Cultura di Montecitorio, “il sistema della stampa ha continuato a svolgere una funzione essenziale di pubblico interesse, assicurando ai cittadini un servizio informativo professionale che, oltre a concorrere all'efficacia delle misure di contenimento del contagio, ha concretamente garantito l'esercizio dei diritti di libertà di cui all'articolo 21 della Costituzione”. “Pur con le obiettive difficoltà affrontate dagli operatori della filiera, il sistema della stampa nazionale e locale ha dato nell'emergenza una buona prova di tenuta, testimoniata dalla crescita dei lettori e dall'accresciuta domanda di informazione professionale di qualità, la cui importanza è diventata evidente anche in funzione di contrasto del dilagare di notizie false”, rileva la commissione Cultura.

“In questo quadro, desta viva preoccupazione la condizione delle tante imprese editrici di quotidiani e periodici e imprese radiotelevisive locali che a causa della pandemia hanno visto aggravarsi i preesistenti fattori di crisi e, in assenza di immediati interventi volti a limitare l'impatto della caduta degli investimenti, devono ritenersi esposte a seri rischi di tenuta finanziaria e occupazionale”.

I deputati della commissione Cultura ricordano come “il settore editoriale è investito da almeno dieci anni da una pesante crisi strutturale che l'emergenza in atto sta aggravando”. La crisi rischia, in particolare, “di compromettere l'attività e talora la sopravvivenza delle tante aziende editoriali condotte da cooperative di giornalisti e poligrafici, con la conseguente possibile perdita di migliaia di posti di lavoro”. E anche l'Osservatorio dell'Associazione italiana editori (Aie),  rileva che “già al 20 marzo 2020 gli editori avevano pesantemente rivisto i piani editoriali per il 2020 e ridotto del 25 per cento le novità in uscita, con un calo annuale di 18.600 titoli, corrispondente a 39,3 milioni di copie che non verranno stampate e 2.500 titoli che non saranno tradotti; attualmente la vendita di libri fa segnare già una caduta del 75 per cento delle vendite rispetto al 2019”.

La risoluzione unitaria, quindi, impegna il governo “ad adottare iniziative, fin dai prossimi interventi di sostegno economico delle imprese per l'emergenza epidemiologica da Covid 19, per un significativo rafforzamento delle misure per la stampa, secondo una logica di filiera che consideri in un unico quadro tutti gli operatori del settore e i loro specifici bisogni, escludendo la logica dei ‘contributi a pioggia’ e favorendo per le cooperative editoriali l’utilizzazione degli strumenti introdotti dal decreto “Cura Italia”.

Si impegna inoltre il governo “a valutare l’adozione di misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali, come la detrazione a fini fiscali dei consumi di cultura (libri, dvd, biglietti, giornali e altro) e la riduzione al 4 per cento dell'imposta sul valore aggiunto su tutti i prodotti culturali, previa verifica di compatibilità comunitaria”. Così come “ad accelerare il processo di riforma organica del sistema della contribuzione diretta alle imprese editrici” e a valutare l’opportunità di ridurre per il 2020 di almeno il 5 per cento i parametri per l'accesso ai contributi diretti all'editoria cartacea, “relativamente al rapporto tra diffusione e venduto, e di rideterminare, in attesa della riforma del sistema della contribuzione diretta, i termini per la regolarità dei pagamenti da rendicontare, compresi gli adempimenti tributari e contributivi, in modo tale da tutelare gli editori piccoli e indipendenti”.

Si invita inoltre il governo “ad adottare iniziative per assicurare la tempestiva destinazione al Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione della quota del gettito del canone della Rai prevista a legislazione vigente, pari a 86 milioni di euro nel 2019, di cui il 50 per cento destinato alle misure per l’editoria”. E a valutare “il prolungamento dei termini della cassa integrazione e degli strumenti di ammortizzatori sociali almeno fino a dicembre 2020 e l’adozione di specifiche iniziative per la valorizzazione del ruolo dell'informazione giornalistica nell'ambito dell'emergenza sanitaria”.

Sul fronte della tutela del reddito, l’impegno è ad adottare iniziative per assicurare un'adeguata copertura ai giornalisti più esposti agli effetti della crisi, cioè ai giornalisti precari e autonomi a basso reddito iscritti all'Inpgi e, in generale, per garantire che l'utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga per i lavoratori dell'informazione, ai sensi dell'articolo 22 del decreto-legge n. 18 del 2020, sia riservato ai casi di effettiva sospensione o cessazione di attività e non comporti alcuna penalizzazione contributiva per i giornalisti interessati.

La risoluzione impegna ancora il governo “ad adottare iniziative normative, con urgenza, per il recepimento della direttiva europea 2019/790 sul diritto d'autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale”, ad adoperarsi “affinché sia evitata nel mercato radiotelevisivo la pratica scorretta del dumping”e a  valutare l’introduzione “per l'anno 2020 di un credito d'imposta del 50 per cento per le spese sostenute dalle imprese radiofoniche per l'utilizzo di energia elettrica”.

Il governo viene impegnato a “garantire, a partire dal prossimo anno scolastico, la piena attuazione della misura per la promozione della lettura introdotta con l'ultima legge di bilancio, che riconosce alle istituzioni scolastiche pubbliche e paritarie, di ogni ordine e grado, un contributo per l'acquisto di abbonamenti a giornali e riviste di settore, nonché della misura che ha inserito i quotidiani tra i prodotti culturali acquistabili dai ragazzi con la ‘18APP’, nonché a implementare la realizzazione dei progetti scolastici previsti dalla medesima misura della legge di bilancio 2020, al fine di avviare un ampio percorso di educazione all’uso critico dei mass media”.

La commissione Cultura impegna l’esecutivo “ad adottare iniziative di sostegno specifiche, per le librerie e per i piccoli editori, prevedendo incentivi alle librerie a fondo perduto, facilitazioni per l'accesso al credito, e ampliamento del tax credit e quindi ad adottare, nel primo provvedimento utile, misure straordinarie volte all'istituzione di un fondo dedicato alla filiera editoriale libraria con congrua dotazione”. E, in merito al fenomeno della pirateria editoriale, “a promuovere un’iniziativa normativa idonea a dotare il nostro ordinamento di più adeguati strumenti per la difesa della proprietà intellettuale e dei contenuti editoriali”.

La risoluzione unitaria della 7a commissione si conclude con l’impegno al governo di “ad adottare ogni iniziativa utile a limitare l'impatto delle perdite per il sistema editoriale derivanti dall'emergenza sanitaria, a sostenere l'informazione professionale e di qualità e a garantire la tenuta occupazionale e finanziaria di un settore economico cruciale per la qualità della democrazia”.


 

 

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