“Tutte le crisi portano con sé conseguenze negative e opportunità di cambiamento, anche questa ha portato nelle nostre vite una serie di elementi che potrebbero essere un’occasione per correggere alcuni stili di vita e alcuni sviluppi che sembravano inesorabili delle nostre economie, cambiare il percorso di integrazione europea, migliorare molte cose”. Lo ha sottolineato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenendo al webinar “ReStart in Green - Sostenibilità territoriale, patrimonio culturale e turismo”.

“Sicuramente la crisi – spiega il titolare del Collegio Romano - ha fatto scoprire che in Italia il patrimonio culturale materiale e immateriale è un pezzo di identità nazionale, ciò per cui l’Italia è conosciuta nel mondo; investire in questo settore non è soltanto un obbligo costituzionale ma è anche una grande scelta economica perché è ciò che ci rende più competitivi nel mondo. Una scoperta dalla quale non si tornerà indietro che dovrà comportare la necessità di investire in cultura, in tutela e promozione del patrimonio”. 

Per quanto riguarda il turismo, evidenza Franceschini, “se prima il tema era governare una crescita impetuosa distribuendo i flussi su tutto il territorio nazionale, adesso paradossalmente questo piano torna utile perché il problema di evitare gli assembramenti è determinato da ragioni sanitarie; abbiamo il problema di valorizzare il turismo interno e di far scoprire tutta la bellezza enorme che c’è in giro per l’Italia e che è fuori dai luoghi più conosciuti. Il turismo internazionale tornerà quando l’emergenza sarà finita, dovremo arrivarci preparati perché sia una crescita sostenibile, che porti ricchezza, un turismo colto e non un turismo mordi e fuggi”.

 

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