Il primo Rapporto Istat sul territorio offre una prospettiva sull’Italia e i suoi territori che abbraccia diverse dimensioni: lo spazio fisico e le risorse naturali, le pressioni antropiche sull’ambiente, le caratteristiche e le condizioni di vita, l’economia i servizi pubblici e le reti infrastrutturali e immateriali. 61 quadri tematici sintetici e 11 approfondimenti offrono valutazioni puntuali su altrettanti fenomeni e sul loro andamento, in Italia, a confronto con gli altri paesi europei e nelle diverse aree del paese, utilizzando una varietà di indicatori e fonti, anche a carattere sperimentale. Il Rapporto rappresenta con oltre 200 tra grafici e mappe le sfaccettature dei luoghi del nostro paese e delle loro relazioni, differenze e similitudini. Può essere navigato in maniera tradizionale, oppure seguendo i percorsi che, attraverso rimandi ipertestuali, portano da un quadro all’altro dell’e-book. I dati nelle figure sono immediatamente accessibili in formato aperto ai lettori, attraverso collegamenti Doi.

Il protagonista di questo volume, piuttosto insolito per i prodotti statistici, è il territorio, considerato come ambiente fisico e come luogo in cui si svolgono le relazioni sociali e la produzione, e che condiziona qualità della vita ed economia.

Nonostante le enormi trasformazioni nella capacità di trasporto che si sono succedute sempre più intensamente negli ultimi due secoli, oggi, come nel passato, la posizione dei territori e le risorse di cui dispongono concorrono a determinarne le opportunità di sviluppo. La vicinanza e i collegamenti ai mercati e ad altri centri (ovvero, ad altri territori) economicamente forti, le dotazioni di patrimonio culturale, ambientale, di capitale umano sono fattori potenti e disuguali. L’Italia, come è noto, presenta differenze molto ampie tra il Nord e il Sud, tra città e campagne e tra le zone di pianura e quelle di montagna, che in larga parte si sovrappongono alle aree interne. Sotto un altro profilo, la qualità della vita è influenzata da elementi che sembrano muoversi in direzione diversa: se i grandi centri urbani, a confronto con le aree rurali, offrono attrazioni e servizi, richiedono però un prezzo alto da pagate, in termini di tempi più sacrificati per la vita di relazione, minore disponibilità e qualità delle risorse ambientali, problemi più frequenti e gravi di illegalità e di criminalità.

Italia, quanto sei lunga! Così cantava Giovanna Marini negli Anni Settanta, attraversando la penisola da Nord a Sud su sgangherati treni accelerati con i sedili di legno e narrando storie di disuguaglianze. Il nostro paese, lungo e difficile da attraversare, è ancora caratterizzato da profonde differenze fra territori, per condizioni e stili di vita, e, spesso, da una variabilità elevata di condizioni anche tra ambiti territoriali simili. Di contro, territori lontani tra loro sono accumunati da caratteristiche e tendenze inattese.

Nei suoi sette capitoli, il testo cerca di restituire varietà e similitudini a partire dalle caratteristiche strutturali e dai grandi cambiamenti: demografia, redditi, valore aggiunto, istruzione ed educazione, l’attenzione all’ambiente, le infrastrutture e la mobilità. Si tratta quindi della struttura dell’ambiente fisico, delle risorse ambientali e della pressione antropica, dei luoghi e dei modi in cui viviamo, dell’economia, dei servizi pubblici e delle reti infrastrutturali e sociali.

A un livello più fine, il Rapporto è articolato in 61 quadri informativi e 11 approfondimenti, collegati tra loro attraverso un tessuto di rimandi ipertestuali, che ne consente una lettura a matrice.

Il dualismo che ancora caratterizza l’economia e la società italiane riemerge in molti dei quadri informativi. Emergono in un ampio spettro della dimensione economica, dal Pil all’occupazione, dall’investimento in Ricerca e Sviluppo delle imprese alla loro solidità, produttività e proiezione internazionale. Il dualismo si manifesta anche negli andamenti demografici, oggi strettamente collegati ai flussi migratori e alla presenza di stranieri; nella mobilità geografica nelle professioni e in altri aspetti della struttura sociale e dei comportamenti, come gli abbandoni scolastici, la creazione, la disponibilità e l’uso del capitale umano e l’alfabetizzazione digitale.

Associata, almeno in parte, alla differente disponibilità di risorse tra Nord e Sud del Paese è anche la capacità delle amministrazioni di erogare servizi: dalla salute ai servizi sociali, dalla gestione dei rifiuti al trasporto locale.

Le differenze territoriali tra Nord e Sud del Paese, per molti dei fenomeni trattati nel Rapporto si intrecciano con quelle legate al grado di urbanizzazione, polarizzandosi fra aree interne e centri minori e realtà urbane di grandi dimensioni. Questa seconda forma di dualismo premia spesso le realtà in apparenza più marginali, dalla diffusione della criminalità alla presenza di boschi e foreste e, più in generale, all’ambiente.

Il Mezzogiorno mostra una notevole vitalità legata alle proprie vocazioni: in particolare, per l’uso delle tecnologie digitali da parte delle imprese all’agricoltura biologica.

Per molti fenomeni, si osserva una varietà di comportamenti non polarizzati secondo le classiche ripartizioni Nord/Sud o aree metropolitane/aree interne. Questa grande variabilità territoriale riguarda l’andamento dell’economia, la dotazione infrastrutturale, la capacità d’attrazione dei giacimenti naturali e delle risorse culturali e, in parte, delle sedi universitarie, fino alla gestione dell’acqua potabile e dei carichi inquinanti o all’uso delle tecnologie digitali da parte dei cittadini. Questo Paese tanto lungo e così diverso dal punto di vista fisico, per la varietà morfologia, per le coste, per le acque interne, rivela tuttavia elementi e tendenze comuni. È questo il caso dell’attenzione all’ambiente e la gestione delle sue questioni fondamentali, come la crescita della superficie antropizzata, la pressione sulle coste, i rischi e la gestione del territorio, il cambiamento climatico. È anche il caso dei progressi nell’istruzione e nella dotazione infrastrutturale, che non si sono arrestati attraverso gli anni della crisi, e che su fronti diversi concorrono ad accorciare le distanze tra i nostri territori.

Per la sua costruzione a matrice, di lettura non preordinata a nessuna sequenza ottimale, e per la continua opportunità di approfondire, di entrare in tavole modificabili di dati, di aprire finestre su finestre, questo Rapporto è un invito a esplorare. “Gli aspetti considerati – scrive de Panizza - pure se numerosi, rappresentano solo in parte quanto sarebbe rilevante mostrare. Sono però un punto di partenza”.

ABSTRACT

The first Report on the territory offers a perspective on Italy and its territories that embraces different dimensions: physical space and natural resources, anthropic pressures on the environment, characteristics and living conditions, economy, public services, infrastructures and immaterial networks.

Through 61 synthetic thematic frameworks and 11 focuses, the Report offers a rich and varied picture of Italy, compared to other European countries and detailed in the different areas of the country, using a variety of indicators and sources, also of an experimental nature. Over 200 graphs and maps represent the facets of our country's places and their relationships, differences and similarities. It can be navigated in a traditional way or following the paths that lead from one picture to another of the e-book through hypertext references.

The data used in the figures are immediately accessible to readers, through the Doi links.

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