Dalle ville pubbliche ai giardini, passando per le scale monumentali e le gradinate storiche; dagli inesauribili percorsi del trekking urbano, attraversando scenari di incantevole bellezza e contesti senza eguali del nostro patrimonio culturale, ai grandi itinerari degli spazi aperti, nei Campi Flegrei, sul Vesuvio, lungo la Costiera Sorrentina, percorrendo la Rotta di Enea e il Cammino delle Acque, varcando i siti della Rivoluzione Napoletana e le residenze reali del periodo borbonico, senza dimenticare le Chiese Aperte, i Borghi Storici, i percorsi Slow Food: tutto questo e molto altro nel Manifesto della Città Metropolitana di Napoli sul turismo sostenibile ai tempi del coronavirus dal titolo "La cultura come cura. La cura come cultura: Spazio e Sicurezza, Natura e Cultura, una proposta per gli Itinerari Culturali della Città Metropolitana" che è stato presentato questa mattina.

Il documento - redatto da esponenti del mondo accademico, associazionistico e culturale, oltre che istituzionale, riuniti nel Gruppo di Lavoro Metropolitano istituito su impulso e con il coordinamento della Consigliera Delegata dal Sindaco Luigi de Magistris alla Cultura e al Turismo della Città Metropolitana, Elena Coccia – è stato presentato questa mattina nel corso di una videoconferenza che ha visto anche la partecipazione, tra gli altri, dell’Assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Eleonora De Majo, di Sindaci e Consiglieri dei Comuni dell’area metropolitana e di diversi componenti del Gruppo stesso collegati in diretta Facebook.

“Con questo documento – ha affermato de Magistris – la Città Metropolitana raccoglie e rilancia la sfida di immaginare un turismo sostenibile e una fruizione culturale compatibile con l’attuale periodo di emergenza Covid: non massificata, non congestionata, non stagionalizzata, bensì lenta, slow, accessibile, ecologica, capace di rispettare natura, cultura e sicurezza delle persone, adatta ad interpretare l’esigenza di curare e rammagliare il territorio. Mi chiedo: quale territorio può presentare un’offerta culturale, artistica, paesaggistica fruibile anche in condizioni di distanziamento sociale e negli spazi aperti come quello dell’area metropolitana di Napoli?”.

Il Manifesto contiene precise indicazioni su come far ripartire i settori del turismo e della cultura nell’area metropolitana di Napoli e nella regione Campania attraverso il recupero, il rilancio e la valorizzazione di percorsi e itinerari accessibili e sostenibili, di cui il nostro territorio è straordinariamente ricco, anche in questo periodo di emergenza epidemiologica, per una fruizione che sia appagante sotto il profilo artistico, culturale e paesaggistico e al contempo pienamente sicura in termini di rispetto delle prescrizioni anti-contagio. 

“La nuova proposta della Città Metropolitana – ha sottolineato Coccia - si inserisce all’interno del Piano Strategico Metropolitano che ha individuato, come suo primo asse di intervento, proprio quello della ‘Cultura come Sviluppo’ e della valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico in tutti i suoi aspetti, e mostra chiaramente, con esempi e itinerari, che dobbiamo rapidamente ripensare il turismo per far sì che possa costituire il volano per il recupero della crescita esponenziale che il nostro territorio era riuscito ad esprimere, grazie ad un proficuo lavoro di promozione e valorizzazione dell’intera area portato avanti anche dalla Città Metropolitana in tutti questi anni”.

“Prima amministrazione locale a proporre una strategia culturale complessiva per il turismo e la cultura nella fase 2 - ha concluso la Consigliera Delegata - la Città Metropolitana di Napoli torna così protagonista nel comparto che più la caratterizza, con la sua bellezza, i suoi patrimoni culturali, i suoi complessi archeologici e i suoi siti Unesco”.

“Ringrazio il Gruppo di lavoro metropolitano – ha affermato l’assessora de Majo – per lo straordinario lavoro compiuto, anche perché è proprio attraverso gli assi individuati nel Manifesto che occorre operare per ridisegnare la nostra idea del turismo, che deve puntare anche alla destagionalizzazione e, in questo periodo, anche ad una domanda di prossimità”. 

Nel Manifesto si legge che “la città metropolitana di Napoli ‘è’ la città metropolitana degli spazi aperti: la città in cui il tessuto delle relazioni si svolge, da sempre, soprattutto negli spazi aperti e nell’agorà pubblica ed in cui sterminati patrimoni culturali, all’aperto, vivono in inestricabile simbiosi con l’ambiente esterno, coniugando il dentro e il fuori, in un originale e straordinario connubio sociale e paesaggistico”. Una città metropolitana ‘di mare, di terra e di fuoco’, tutta da vivere all’insegna di un turismo ‘di spazio’ e ‘di senso’. 
 

 

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