Misure urgenti di sostegno immediato per far fronte alla crisi profonda, a onda lunga, che sta travolgendo il settore culturale, facendo emergere le debolezze strutturali del sistema, tra le quali la frammentazione, la precarietà nella sostenibilità di un elevato numero di piccole e micro-imprese e liberi professionisti. Ma soprattutto un nuovo ciclo di progettazione strategica che coinvolga tutti i principali attori sociali – pubblica amministrazione, organizzazioni culturali, artisti, professionisti della cultura e società civile. Riconsiderando le opzioni strategiche a medio e lungo termine. Queste le premesse del webinar organizzato a maggio, “Culture as a developmental driver for Italy in the post-Covid scenario”, dall'Ufficio di Venezia dell'OCSE per la Cultura e lo Sviluppo Locale in collaborazione con Cultura Italiae, piattaforma che intende costruire uno spazio comune e collettivo di impegno progettuale condiviso, civico e sociale. Una chiamata che ha coinvolto esperti dei diversi settori culturali e creativi, per discutere sul ruolo della cultura nel modello di competitività dell'Italia e sui modi per favorire uno sviluppo locale guidato dalla cultura nella fase della ripresa e oltre.

Come messo in evidenza dall’economista della cultura Pier Luigi Sacco, Direttore dell'Ufficio di Venezia dell'OCSE, il seminario è stato un'importante occasione per raccogliere “prospettive stimolanti sul ruolo della Cultura nella ricostruzione del Paese, non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e morale. Questa situazione offre un'opportunità storica unica per un riavvio. È come una porta scorrevole. Possiamo  scegliere l’indirizzo. Ma solo una volta. Non sarà possibile tornare a riconsiderare le opzioni. La Storia lo insegna. È stato il segno distintivo dei principali periodi storici in cui grandi interruzioni hanno spianato la strada a grandi possibilità di innovazione. Abbiamo davvero una responsabilità storica che non può essere sottovalutata: saremo incolpati o apprezzati per la nostra capacità di reagire alla situazione attuale, in modo efficace o non efficace”. Un momento che ci impone – continua Sacco – “di ripartire mettendo al centro dell'azione le persone che sono state lasciate fuori. Alcune delle narrazioni più pericolose sviluppate nel nostro Paese negli ultimi anni hanno a che fare con il senso di esclusione. Questo spazio va occupato per non lasciare posto ad altre narrazioni che vogliono strumentalizzare la cultura per ridurre le sue funzioni sociali. […] Penso che occorra iniziare dai valori. È molto ambizioso, difficile, ma è necessario. Se non lo facciamo ora, è probabile che mai avverrà, almeno per quanto riguarda il nostro focus generazionale”.

Su invito di Letture Lente, alcuni partecipanti al seminario hanno condiviso le loro riflessioni con il nostro network per continuare ad arricchire il pensiero sistemico e ad alimentare l'interpretazione degli scenari presenti e futuri.

L'ascolto di tre ore di confronto è disponibile qui https://www.youtube.com/watch?v=dEjyt99Ttnk. Tra gli altri, segnaliamo due interventi, diversi e complementari, di Beatrice Venezi, classe 1990, la più giovane direttrice d'orchestra d'Europa, indicata da Forbes tra i 100 leader creativi under30 e di Andrea Abodi, Presidente dell'ICS-Istituto di Credito Sportivo.

Per una più agevole lettura lenta, vi presentiamo i contributi di Patrizia Asproni-Presidente Museo Marino Marini e degli innovatori Cristiano Seganfreddo-Direttore Premio Marzotto e Flash Art e Florinda Saieva-Co-Founder di Farm Cultural Park.

 

Regeneration could become the password of the future

By Patrizia Asproni

“Regeneration could become the password of the future. It goes beyond the concept of sustainability. Neighborhoods and cities can be regenerated, social and territorial capital can be enhanced. A difficult balance must be achieved between institutional and spontaneous interventions, between innovation and memory. And - fundamental in this case too - we must work in agreement with the communities. Territorial policies, in fact, never concern only the territories, but also and primarily the people who live there. It is, in short, the virtuous version of gentrification. Regeneration is a magnificent word full of promise”. (continua a leggere)

 

The generative function of Culture

By Florinda Saieva

“It’s here, in the most remote areas, that many modest experiences, sometimes ignored, have interpreted culture as a process of co-creation and planning, restoring its key role of caring of citizens and places, experimenting new ways of producing generative welfare, making culture and participating to the renewal of an ever-changing material and non-material cultural heritage, suggesting new management models and where Culture has become the instrument to mend a social bond and to develop a plural dialogue by giving  everyone, not only technicians and workers, a voice”. (continua a leggere)

 

How can we speak about future?

By Cristiano Seganfreddo

“We've inherited a huge cultural and technological gap that has never been resolved. A real digital divide compared to other countries. The spread today is 240. But what is the cultural spread? And what is the spread of cultural innovation? The United States invests 80 Billions euros in the future, France 30 Billions ones. Italy is investing 500 million euros in innovation. The measures in the new decree are totally insufficient for a country that would like to be innovative. How can we speak about future? With the seed investment in a single company in Palo Alto for all Italy?”. (continua a leggere)

 

ABSTRACT

The webinar “Culture as a developmental driver for Italy in the post-Covid scenario”, organised by the OECD Venice Office for Culture and Local Development and Cultura Italiae, invited some of the most authoritative and experienced representatives from all cultural and creative sectors to debate on the place of culture in Italy’s competitiveness model and the ways to foster culture-led local development in the recovery phase and beyond. Within this framework, this article presents a selection of three contributions by Patrizia Asproni, Florinda Saieva e Cristiano Seganfreddo, offering some insights into the responses of the peripheral areas (the so called aree interne) of the country and the role of innovation and digital technology to survive the current crisis.

 

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