Recepire le norme sull’open access all’interno del Decreto Legge Rilancio, approvare una deroga al Codice dei contratti pubblici per consentire agli Enti locali modifiche temporanee con le imprese culturali e creative, assegnare 50 milioni di euro alla Carta Cultura prevista dalla Legge sulla Lettura approvata a febbraio scorso. Sono tre misure previste da altrettanti emendamenti del Movimento 5 stelle a prima firma del presidente della Commissione Cultura Luigi Gallo. Si tratta di proposte emendative al Decreto Rilancio attualmente in discussione a Montecitorio e per il quale domani alle 16 scade il termine per la presentazione degli emendamenti. 

OPEN ACCESS

La proposta emendativa intende innovare la disciplina in materia di libero accesso alle informazioni scientifiche prodotte nell'ambito di attività di ricerca finanziate con fondi pubblici e modificare la normativa in materia di diritto d'autore.

In particolare, la norma ridefinisce l'ambito di applicazione stabilendo che esso concerne i risultati e i dati, anche parziali, della ricerca, quando documentati in opere scientifiche pubblicate su periodici, compresi articoli, atti di convegni e materiali audio e video inerenti alla ricerca e alla divulgazione (e non più solo i risultati documentati in articoli). Specifica inoltre che le misure necessarie per la promozione dell'accesso aperto ai risultati e ai dati della ricerca scientifica finanziata per una quota pari o superiore al 50% con fondi pubblici sono adottate dai soggetti pubblici preposti all'erogazione o alla gestione dei finanziamenti a fini non commerciali.

L’emendamento elimina poi la necessità di un numero minimo di uscite annue dei periodici su cui devono essere edite le pubblicazioni scientifiche, gli atti di convegni o i materiali audio e video e stabilisce che l'accesso aperto si realizza rendendo le opere scientifiche accessibili a titolo gratuito dal luogo e nel momento scelti individualmente dall'utente al momento della prima pubblicazione oppure dopo un determinato lasso di tempo dalla prima pubblicazione quando quest'ultima ha avuto fini di lucro, tramite la ripubblicazione senza fini di lucro nella rete internet, in archivi elettronici istituzionali o disciplinari. 

La proposta a prima firma Gallo inoltre, nel caso della cosiddetta green road, riduce i tempi – rispettivamente, (da 18) a 6 mesi dalla prima pubblicazione a fini di lucro per le opere delle aree disciplinari scientifiche, tecniche e mediche, e (da 24) a 12 mesi dalla prima pubblicazione per le opere delle aree disciplinari umanistiche e delle scienze sociali. In tal modo, si opera un allineamento ai tempi indicati dalle Raccomandazioni europee. 

Un decreto Miur-Mibact stabilisce poi l'adozione di strategie coordinate per realizzare l'interoperabilità delle banche dati da essi rispettivamente gestite (invece dell'unificazione delle banche dati prevista a legislazione vigente) e la costituzione di un'infrastruttura nazionale - previa individuazione del soggetto preposto alla relativa gestione - per la diffusione e il ricorso all'accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche con l'adozione di linee guida per rendere interoperabili le banche dati delle università e degli enti pubblici di ricerca, anche adottando i software di gestione già esistenti e promuovendone la creazione di nuovi. Questo aspetto rappresenta una novità rispetto alla normativa vigente. Ma anche la creazione e l'adozione di sistemi ad accesso aperto, istituendo sistemi premiali per le università e gli enti pubblici di ricerca. Si tratta di una ulteriore novità rispetto alla normativa vigente. 

Previsto anche che il contratto nazionale di servizio stipulato dal Ministero dello sviluppo economico con la società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale promuova il potenziamento e la valorizzazione dell'informazione e della divulgazione scientifiche su tutte le piattaforme e i canali della società concessionaria, anche mediante iniziative congiunte con le università e con gli enti pubblici di ricerca di cui al d.lgs. 218/2016, nonché l'offerta multimediale in ambito scientifico e culturale attraverso l'utilizzo delle tecnologie più innovative della società medesima. 

DIRITTO D’AUTORE

La proposta emendativa interviene anche sulle norme sul diritto d’autore. L'autore di una pubblicazione scientifica pubblicata in un periodico, che sia il risultato di una ricerca finanziata per una quota pari o superiore al 50% con fondi pubblici, ha il diritto - purchè senza fini commerciali  di renderla disponibile gratuitamente al pubblico nella rete internet, in archivi elettronici istituzionali o disciplinari con accesso aperto, dopo che essa è stata messa a disposizione gratuita da parte dell'editore o comunque dopo non più di 6 mesi dalla prima pubblicazione per le opere nelle aree disciplinari scientifiche, tecniche e mediche, e dopo non più di un anno per quelle nelle aree disciplinari umanistiche e delle scienze sociali. L'autore è tenuto a indicare gli estremi della prima edizione e a specificare il nome dell'editore. Il co. 2 del nuovo articolo stabilisce che l'autore rimane titolare del suddetto diritto anche qualora abbia ceduto in via esclusiva i diritti di utilizzazione economica della propria opera all'editore o al curatore e le clausole contrattuali pattuite in violazione di quanto disposto dal co. 1 sono nulle. 

DEROGA ENTI LOCALI PER RIVEDERE CONTRATTI CON IMPRESE CULTURALI

Una deroga al Codice dei contratti pubblici per consentire agli Enti locali modifiche temporanee con le imprese culturali e creative che non possono effettuare le proprie prestazioni a causa delle misure straordinarie per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. La proposta emendativa quindi è volta a far sì che le stazioni appaltanti procedano ad una revisione dei contratti in essere tra gli Enti locali e le imprese culturali e creative, laddove sia possibile fornire in tutto od in parte dei servizi alternativi. La norma riguarda anche i contratti di concessione sempre con le imprese culturali e creative. 

50 MLN PER LA CARTA CULTURA

Incrementare di 50 milioni di euro le risorse della Carta Cultura istituita dalla Legge per la promozione della Lettura approvata a febbraio 2020. La carta è prevista per contribuire alle spese per l'acquisto di libri, prodotti e servizi culturali da parte di cittadini italiani e stranieri residenti nel territorio nazionale appartenenti a nuclei familiari economicamente svantaggiati al fine di contrastare la povertà educativa e promuovere la diffusione della lettura. La copertura della misura viene garantita dalle risorse del Fondo Cultura, istituito, nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, con una dotazione di 50 milioni di euro per l'anno 2020, finalizzato alla promozione di investimenti e altri interventi per la tutela, la fruizione, la valorizzazione e la digitalizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.

 

Articoli correlati