Non è facile riassumere in poche parole l’esito di un evento in live streaming su Facebook di oltre 6 ore, con 250 partecipanti, quasi 40 persone che hanno preso la parola in diretta, 250 persone mediamente collegate fra i social media e le piattaforme di comunicazione e sei aree tematiche di discussione.

Questi sono i numeri della plenaria del Forum dell’arte contemporanea dello scorso 30 maggio, esito di un percorso di dibattiti condotti tutti da remoto, avvenuti nelle tre settimane precedenti.

Nato nel 2015 a Prato come momento di riflessione, critica e proposta dell’intera filiera di operatori dell’arte contemporanea nel nostro Paese, il Forum avrebbe dovuto svolgersi nell’edizione romana a Palazzo delle Esposizioni nell’autunno, con un focus particolare sulla “Formazione e didattica dell’Arte”. Ma la corrente emergenza sanitaria, come ogni altro evento, ha sospeso l’iniziativa.

Nonostante questo, la reazione del Board (costituito attualmente da Lorenzo Balbi, Diego Bergamaschi, Eva Frapiccini, Pietro Gaglianò, Ilaria Lupo, Maria Giovanna Mancini, Elena Magini, Stefano W. Pasquini, Silvia Simoncelli) non si è fatta attendere, adattandosi allo scenario corrente e trovando una nuova formulazione attraverso l’utilizzo di piattaforme di comunicazione da remoto e l’attivazione di un blog dedicato.

Sei aree tematiche sono state individuate come prioritarie in questa fase rispetto ad altri argomenti e di conseguenza sono stati individuati i coordinatori dei tavoli, che liberamente hanno costruito le cornici tematiche scegliendo e invitando i discussants e avviando le modalità dei confronti.

Come minimo comune denominatore richiesto ai tavoli, la formulazione un documento di sintesi delle istanze propositive emerse, con relativa presentazione nella plenaria e successivo indirizzo al MiBACT.

La giornata si è aperta con il saluto dell’artista Cesare Pietroiusti, in rappresentanza del Board dei fondatori del 2015 e di PalaExpo (che ha parzialmente sostenuto l’iniziativa) e che ha immediatamente motivato la sessione con una citazione tratta dall’Etica di Spinoza: “Una delle cose più formidabili che l’essere umano è in grado di fare è quella di realizzare nozioni comuni da composizioni negative o da forze di disgregazione”. E proprio dalla negatività della situazione sono emerse le visioni più forti di questo corale dibattito.

Ci sono parole ricorrenti fra tutti i tavoli come quelle di Cura, Benessere, Welfare, Comunità, Territorio, Formazione, Diritto, Continuità che stanno riformulando la visione dell’intero comparto. Ѐ emersa forte l’istanza verso un nuovo protagonismo e attivismo politico dell’Arte Contemporanea, insieme a tutti gli altri comparti culturali, con la rivendicazione del ruolo di stimolo per la costruzione del futuro del nostro Paese. Deprecate le recenti dichiarazioni governative che ridurrebbero a puro intrattenimento la Cultura, relegandola a una posizione secondaria e accessoria nella costruzione di identità, depotenziando così la sua forza di orientamento verso un nuovo sistema valoriale basato sulla consapevolezza, senso critico, responsabilità civile. Denunciate le scarse misure economiche a sostegno del comparto. A queste indicazioni strategiche, si sono abbinate anche le proposte di riforma immediata verso una maggiore riconoscibilità e tutela dei lavoratori dell’arte, con richiesta di un reddito universale di base, l’ampliamento del raggio di azione dell’Italian Council, misure di sburocratizzazione, defiscalizzazione e incentivi per le istituzioni culturali e spazi non profit, con l’ottica di aumentare la fruizione dei pubblici, sostegno al mercato dell’arte a favore degli artisti e gallerie di produzione.

Brevemente passiamo in rassegna i sei tavoli tematici.

Tavolo 1: coordinato da Pietro Gaglianò e dall’ Institute of Radical Imagination rappresentato da Emanuele Braga e Marco Baravalle: “Dalla città creativa alla città della cura, proposte per nuovi paradigmi relazionali”

I problemi individuati gravitano intorno alle dinamiche di produzione e consumo dell’arte che riflettono il sistema capitalista influendo su un’ampia gamma di fenomeni come la vivibilità delle città, la sostenibilità della produzione (e la mercificazione dell’invenzione intellettuale), l’autonomia intellettuale di artiste e artisti e delle professioni della cultura, la loro dipendenza dall’adesione a modelli e standard di mercato, il loro assoggettamento a condizioni di lavoro inique. Partendo dal presupposto che la corrente emergenza globale non sia altro che il manifestarsi di una crisi sistemica di lungo corso, il lavoro è stato articolato con l’obiettivo di rivedere i ruoli e le strategie di tutti gli attori coinvolti nel patto sociale. Al centro c’è l’insostenibilità ecologica, culturale e relazionale del sistema capitalista, dell’economia fondata sulla gestione della scarsità, delle asimmetrie di classe, delle prassi neoliberiste del lavoro. La richiesta emersa con forza è quella di accelerare il processo per l’estensione del reddito di cittadinanza a un vero Reddito di base universale e incondizionato, che metta tutti e tutte nelle condizioni di vivere una vita degna e non sottostare al ricatto di lavori degradanti e non tutelati.

Tavolo 2: coordinato da Matteo Lucchetti e Valerio Del Baglivo: “È il momento di trasformare l’Italian Council in un programma a sostegno continuativo”

Il gruppo di lavoro orizzontale che ha visto il coinvolgimento di circa 40 persone tra artisti e curatori ed esperti di diritto amministrativo si è mosso nella direzione di proporre un allargamento delle funzioni dell’Italian Council, espandendo il concetto di opera ed includendo quello di pratica e ricerca; allargando il sostegno offerto dal programma verso lo sviluppo formativo e professionale degli operatori delle arti visive (artisti, curatori, critici); proponendo una suddivisione in fasce di contributo delle linee di finanziamento; e riformulando i criteri di accessibilità al finanziamento.

Tavolo 3: coordinato da Anna Daneri e Lorenzo Balbi, con Federica Patti e Silvia Simoncelli: “La cosa pubblica: diritto e necessità. Quali prospettive per le istituzioni artistiche?”

Allo scoppio dell’emergenza sanitaria, i musei, le fondazioni, gli spazi d’arte in generale sono stati i primi a chiudere, mentre le correnti direttive dell’ultimo dpcm ne prevedono la riapertura al pari solo dell’industria e del commercio, a differenza di teatri, cinema e altri luoghi della cultura e della scuola. Questa supposta priorità del comparto non ha tuttavia alcun corrispettivo nelle strategie reali di supporto economico e sistemico. I lavori del tavolo hanno coinvolto direttori di istituzioni, artisti, curatori, politici e operatori culturali e di altri settori, che hanno messo a fuoco problematiche, visioni e proposte per un futuro che si sta ponendo come particolarmente problematico, considerando che in Italia il sostegno alle istituzioni pubbliche dedicate al contemporaneo proviene in gran parte dalle amministrazioni locali. A questo proposito, il tavolo ha avviato un questionario sulla ricaduta dell’emergenza sul futuro delle istituzioni culturali, anche grazie ad Amaci e al Comitato delle Fondazioni di Arte Contemporanea, che contribuirà a costruire un quadro più completo.

Tavolo 4: coordinato da Neve Mazzoleni e Aria Spinelli: “Nuovi “Istituzionalismi” indipendenti: ripensare il sistema della cultura e dell’arte in termini sociali, politici ed economici”

Partendo dallo “stato dell’arte” degli spazi culturali indipendenti, il tavolo ha cercato di analizzare le principali mappature, per evidenziare la storicità e importanza del fenomeno indipendente, per fare il punto sullo stato di salute, e sottolinearne il ruolo sociale. Sono infatti un esempio di attivazione collettiva dal basso che costruisce una proposta culturale articolata a servizio della comunità, talvolta supplendo a funzioni sociali coesive dove altre istituzioni vengono meno, come nelle periferie o aree decentrate. La Cultura ha un significato forte per la comunità, sia per il peso politico e la valenza di ritorno economico. Ma anche per lo spazio di libertà che offre nel generare innovazione sociale, capace di scrivere nuovi modelli e tracciare alternative economiche. Il tavolo ha cercato forme per dare voce, visibilità e protagonismo a progetti di mobilitazione civile dal basso in virtù della loro densità valoriale, innovativa e resiliente. Fra le varie forme, il dialogo con le Istituzioni consolidate è centrale e va stimolato: i vantaggi nell'instaurare questo confronto stanno nella crescita vicendevole, ma anche per riflettere sulle resistenze, fragilità, mancanze nella costruzione di quale idea di cultura vuole il nostro Paese. Il superamento di questo momento dove la Cultura non rientra nelle agende delle priorità politiche, quando invece deve esserne parte a buon titolo in questa transizione e ricostruzione, passa anche attraverso la collaborazione.

Tavolo 5: coordinato da Adriana Polveroni e Cristina Masturzo: “Quale futuro per il mercato dell’arte?”

Il tavolo, sostenuto anche da ANGAMC, si è posto alcune azioni prioritarie per favorire un cambio di sistema, in particolare censire e comunicare il numero dei lavoratori impegnati in questo settore, che non si riduce a galleristi, artisti e curatori, ma investe un largo indotto fatto anche di molte figure “tecniche” generalmente non assimilate al mondo dell’arte. Parallelamente quantificare il denaro mosso, per evidenziare le consistenti dimensioni di un settore che, altrimenti, viene inteso come parziale, elitario e scarsamente trasparente. Infine proporre il necessario cambio di prospettiva che riconosce nell’azione privata la capacità di avere significative ricadute sulla sfera pubblica, come neo-mecenatismo. Ne sono conseguite proposte concrete come l’estensione dell’Art Bonus al contemporaneo, riduzione dell’IVA sull’import ed export, riconoscimento delle gallerie di ricerca come start up. Più in generale è stato richiamato l’impegno per un New Deal per l’arte contemporanea.

Tavolo 6: coordinato da Francesca Guerisoli e Elena Mazzi per AWI (Art Workers Italia): “Il lavoro nell'arte: se la normalità era il problema”

Il sistema dell’arte e dei lavoratori e delle lavoratrici dell’arte, in primis artisti e artiste, notoriamente frammentato e fragile, è stato duramente colpito dall’emergenza sanitaria. Nonostante il Governo abbia stanziato risorse molto significative, gli ammortizzatori sociali non sono riusciti a raggiungere diversi lavoratori del mondo dell’arte perché il sistema di riconoscimento e protezione costruito negli anni è discontinuo e a maglie larghe. La categoria dei lavoratori dell’arte risulta dunque invisibile al nostro sistema di welfare. Questa mancanza di una rappresentazione delle istanze di categoria ha reso evidente la necessità di individuare delle azioni per ottenere un riconoscimento, identitario e formale, del ruolo di produttrici e produttori di nuovo patrimonio artistico, materiale e immateriale. Nel medio e lungo periodo tre sono le direttrici propositive:

1. l’affermazione della categoria professionale dei lavoratori delle arti visive;

2. il riconoscimento di un sistema fiscale e previdenziale su misura;

3. il riconoscimento del diritto a un giusto compenso per le prestazioni professionali e artistiche.

Fra gli interventi succeduti, come ad esempio i collegamenti dalle principali piazze d’Italia, mobilitate intorno alle rivendicazioni degli operatori dello Spettacolo, è intervenuta anche Margherita Guccione, Direttore Generale della Creatività Contemporanea del MiBACT, che ha ringraziato i partecipanti per la ricchezza del dibattimento e ha assicurato massima collaborazione nel riformare l’Art Council.

Le parole conclusive della plenaria sono state affidate a Fabio Cavallucci, in qualità di fondatore del Forum, che ha aperto con un omaggio a Germano Celant, scomparso a causa del coronavirus.

“Ѐ stato invocato un generale percorso di rinnovamento del sistema dell’arte contemporanea, declinando una certa autoreferenzialità, che ha purtroppo costruito negli ultimi anni la percezione di un settore chiuso ed elitario. Ora questo non è più sostenibile: bisogna rimettere in campo un avvicinamento importante alla società, in maniera inclusiva”, dichiara Cavallucci.

La riformulazione delle parole chiave dell’arte, passa attraverso una profonda ricostruzione di un modello per il futuro. È necessario un supporto immediato per artisti, gallerie, musei, imprese, istituzioni non-profit, a fronte di interventi parziali del Governo, perché non c’è autosufficienza. Ma soprattutto va costruita daccapo la consapevolezza che l’arte e la cultura sono fondamentali per la società. Senza di esse la società si impoverisce e diventa fragile.

La pandemia ha dimostrato l’importanza della ricerca, dell’approfondimento, dell’innovazione, della professionalità, certamente nella sanità, ma ha fatto la differenza sui sistemi valoriali che reggono la società. Allora la ricerca creativa ha utilità profonda che va trasmessa, perché grazie ad essa si costruiscono mondi, visioni, possibilità inedite. L’Europa sta disponendo dei recovery funds verso le nazioni più colpite dal dramma del Covid-19: sarebbe assurdo che l’Italia non potesse beneficiarne. Ma la ricostruzione si scrive attraverso visioni di rinnovamento strutturale, non solo visioni tecniche e scientifiche. Ci sono bisogni valoriali creativi che solo la Cultura può stimolare. Per questo il Forum si impegna a rimanere aperto e inclusivo, e a lavorare agli Atti e a un documento di indirizzo per il Governo, proprio perché “la Cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire, diventa più grande”, come sosteneva il filosofo tedesco Gadamer.

PARTECIPANTI AI TAVOLI

Tavolo 1

A cielo aperto, AWI, Manuel Borja Villel, Leonardo Caffo, Ilenia Caleo, Nicola Capone, Annalisa Cattani, Luigi Coppola, Gregorio de Luca Comandini – None collective, Simona Dimeo, Dimore – Padova, Alessandra Ferlito, Nina Ferrante, Alessandra Ferrini, Maddalena Fragnito, Lucia Franchi/Luca Ricci – Kilowatt Festival, Emiliano Gandolfi, Pino Giampà – Giuseppefraugallery, Guilmi Art Project, Salvatore Iaconesi/Oriana Persico – HER, Ilaria Lupo, Nicolas Martino, Andrea Masu – Alterazioni Video, Ferdinando Mazzitelli, Massimo Mazzone, Enrico Casagrande/Daniela Nicolò – Motus, Chiara Mu, Eva Neklyaeva, Alessandra Pomarico, Anna Raimondo, Susanna Ravelli, Nuvola Ravera, Leonardo Ruvolo – RISA, Annalisa Sacchi, Gabi Scardi, Marco Scotini, Caterina Serra, Maria Rosa Sossai, Salvo Torre, Elvira Vannini, Massimo Carozzi – Zimmerfrei, Anna Rispoli e altri lavoratori della cultura, dell’arte, dello spettacolo.

Tavolo 2

Antonia Alampi, curatrice, Savvy Contemporary, Berlino; Sara Alberani, curatrice indipendente, Roma; Andreco, artista, Roma; Martina Angelotti, curatrice indipendente e direttrice ON arte pubblica, Bologna/Milano; Rossella Biscotti, artista, Bruxelles; Daniel Blanga Gubbay, direttore Kunstenfestivaldesarts, Bruxelles; Cecilia Canziani, curatrice indipendente, Roma; Irene Campolmi, curatrice indipendente, Copenhagen; Alessandro Castiglioni, Vice Direttore MAGA, Gallarate; Beatrice Catanzaro, artista, Milano; Alex Cecchetti, artista, Parigi; Viviana Checchia, curatrice Public Engagement, CCA - Center for Contemporary Arts, Glasgow; Luigi Coppola, artista, Lecce/Bruxelles; Leone Contini, artista, Prato; Danilo Correale, artista, New York/Napoli; Decolonizing Architecture (Alessandro Petti e Sandi Hilal), architetti/artisti, Stoccolma; Elisa Del Prete, curatrice, NOS, Bologna; Elisabeth Del Prete, curatrice (Learning & Live Research), UP Projects, Londra; Flavio Favelli, artista, Bologna; Silvia Franceschini, curatrice associata, Z33 – House for Contemporary Art, Hasselt; Simone Frangi, direttore Live Works – Performance Act Award at Centrale Fies, Trento; Sara Giannini, curatrice, If I Can’t Dance I Don’t Want To Be Part Of Your Revolution, Amsterdam Adelita Husni Bey, artista, New York/Milano; Alice Labor, dottoranda IMT School for Advanced Studies Lucca, Roma; Luca Lo Pinto, direttore MACRO - Museo Arte Contemporanea di Roma; Luisa Perlo, curatrice indipendente a.titolo, Torino; Ippolito Pestellini Laparelli, curatore e Professore Royal College of Art, Londra; Anna Pirri Valentini, assegnista di ricerca in diritto del patrimonio culturale, Università Luiss Guido Carli, Roma; Marzia Migliora, artista, Torino; Jacopo Miliani, artista, Milano; Fiamma Montezemolo, artista, docente University of California, Davis, San Francisco; Raffaela Naldi Rossano, artista, Napoli; Anna Rispoli, artista, Bruxelles; Anna Santomauro, curatrice, Arts Catalyst, Londra; Alessandra Saviotti, curatrice e dottoranda, Liverpool John Moores University, Amsterdam; Marinella Senatore, artista, Roma; Veronica Valentini, curatrice EMMA e BAR Project, Barcellona; Valentina Vetturi, artista, Bari/Milano; Paola Ugolini, curatrice indipendente, Roma; Francesco Urbano Ragazzi, duo curatoriale, direttore The Church of Chiara Fumai;Judith Wielander, curatrice Visible Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, Bruxelles.

Tavolo 3

Maria Rosaria Marella, Cesare Pietroiusti, Lorenzo Giusti, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Cristiana Perrella, Chiara Bertola, Lorenzo Balbi, Marinella Senatore, Orietta Brombin, Vittoria Martini, Laura Barreca, Caterina Riva, Ludovica Carbotta, Carlo Antonelli, Danilo Correale, Francesco Urbano Ragazzi; Franco La Cecla, Maria Teresa Annarumma, Frida Carazzato, Elena Forin, Eva Fabbris, Kamilia Kard, Luca Lo Pinto, Ilaria Lupo, Cristina Alga, Oriana Persico, Maria Grazia Mattei, Emanuele Guidi, Martina Angelotti, Alice Pedroletti [AWI], Sarah Corona, Elisa Giardina Papa, fuse*, Domenico Quaranta, Andreco, Luca Rossi, Pietro Consolandi [AWI], Nico Angiuli; Christian Marazzi, Luca Bergamo, Lorenzo Balbi, Denis Isaia, Iolanda Ratti, Alessandra Donati, Andrea Pizzi, Pier Paolo Angelucci, Massimiliano Smeriglio, Susanna Ravelli, Elisa Fulco, Eva Frapiccini, Francesca Gambetta, Cristina Cobianchi, Antonio Dalle Nogare, Jessica Tanghetti, Ettore Favini.

Tavolo 4

Simone Ciglia, The Independent – MAXXI; Giulia Floris, Italian Cluster; Olga Gambari, Nexst; Cesare Biasini Selvaggi, Direttore editoriale Exibart; Bertram Niessen, Presidente e Direttore scientifico Associazione CheFare; Alessandra Gariboldi, Fondazione Fitzcarraldo; Roberta Franceschinelli, Fondazione Unipolis; Anna Detheridge, Presidente connectingcultures; Barbara Oteri, FARE; Giulia Crisci, curatrice indipendente; Federico Del Vecchio, Flip Project; Daniela Patti, Eutropian; Casa Degli Artisti (Milano); Bianca Elezembauer, BraveNewAlps; Lucia Giardino, GuilmiArtProject; Paolo Venturi, Università di Bologna; Kate Rich, Feral Trade/Feral MBA, Bristol UK). Si ringraziano, inoltre, Cristina Alga, Elena Bellantoni, Ilaria Gadenz per i contributi off the records.

Tavolo 5

Benedetta Acciari e Beatrice Bertini, Mariolina Bassetti, Raphaelle Blanga e Marta Giani, Ilaria Bonacossa , Emanuela e Matilde Cadenti, Gilberto Cavagna di Gualdana, Antonella Crippa, Antonio Dalle Nogare, Tiziana Di Caro, Alessandra Donati, Giorgio Fasol, Niccolò Fano, Lorenzo Fiaschi, Pier Paolo Forte, Giorgio Galotti, Maria Grazia Longoni, Simone Menegoi, Alberta Pane, Francesca Pennone, Lorenzo Perini Natali, Alessandro Rabottini, Stefano Raimondi, Mirko Rizzi, Eliana Romanelli, Lavinia Savini, Federica Schiavo e Chiara Zoppelli, Massimo Sterpi, Veronica Veronesi, Paola Verrengia.

Tavolo 6

Musei e associazioni - Marta Bianchi, Careof; Francesca Comisso, a.titolo; Nicoletta Daldanise e Irene Pittatore, Impasse; Paolo Mele, Ramdom; Beatrice Oleari, Barbara Oteri, FARE; Alessandra Pioselli, Direttrice Accademia di Belle Arti “G. Carrara”; Marco Trulli, Cantieri d’arte e Arci; Emma Zanella, Direttrice museo MA*GA.

Artisti - Iacopo Bedogni (Masbedo) con Federica Di Carlo, Valentino Catricalà, Giuliana Benassi (HUB-ART); Flavio Favelli; Stefania Galegati; Francesca Grossi/Vera Maglioni/Sara Basta, Appello Siamo noi le vere mostre!; Domenico Antonio Mancini.

Professionisti di diverse discipline - Marianna Agliottone, Esperta di economia, collezionismo e mercato dell'arte; Enrico Eraldo Bertacchini e Paola Borrione, Fondazione Santagata; Franco Broccardi, Economista della cultura, partner BBS-Lombard, esperto di mercato e fiscalità dell’arte; Irene Sofia Comi, Curatrice; Nicola Fratoianni, Deputato LEU; Luca Dal Pozzolo, Osservatorio Piemonte e Fondazione Fitzcarraldo; Alessandra Donati, Avvocato of Counsel in NCTM, docente di legislazione del mercato dell’arte, Unimib e NABA; Donato Nubile, presidente Smart; Ilaria Oliva, Manager culturale.

SITOGRAFIA

Sito: http://www.forumartecontemporanea.it/chiamata-alle-arti-forum-online-2020

Blog: https://forumartecontemporanea.wordpress.com/

Canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCXOE7bpAgWENuvy5zgbYT5A

ABSTRACT

The 2020 Edition of the Italian Contemporary Art Forum was an all-digital one, with links to the major communication platforms and videos of the debates conducted during over three weeks, to give a signal that the sector resists the emergency, asks for support, but claims its central role in building inclusive and democratic imagery and values for the future of our country.

 

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