Un appello affinché la cultura abbia un posto centrale nella ripresa a lungo termine dell’Unione europea. A lanciarlo - in vista del Consiglio europeo del 19 giugno e a 10 giorni dalla presentazione del piano per la ripresa - è Culture Action Europe, la più grande rete europea che si occupa di politiche culturali. “Nonostante la sua rilevanza storica, la proposta rivista sul quadro finanziario pluriennale presentata dalla Commissione europea non è ambiziosa per la cultura. Gli Stati membri - sottolinea il CAE - hanno ora l'opportunità di dimostrare che una strategia lungimirante per l'Europa di domani non lascia indietro la cultura e il suo ecosistema”.

EUROPA CREATIVA

Il CAE riconosce “lo sforzo senza precedenti di mettere insieme il più grande budget dell'UE di tutti i tempi” ma allo stesso tempo fa notare che “il nuovo quadro finanziario pluriennale riduce i finanziamenti per Europa Creativa, l'unico programma dell'UE dedicato alla cultura. La cultura è la forza trainante che tiene unita l'Unione: una strategia di ripresa europea basata sulla solidarietà e l'equità non può trattare la cultura come uno strumento ausiliario, ma deve renderla fondamentale in tutte le sue azioni”. Culture Action Europe ricorda che uno degli obiettivi del programma è quello di stimolare e sostenere la cooperazione culturale europea, un aspetto “particolarmente urgente in un momento in cui la dimensione internazionale della cultura è minacciata, poiché la maggior parte dei bilanci per l’internazionalizzazione viene ridotta o sospesa e la mobilità transfrontaliera è a rischio. Raddoppiare il bilancio di Europa Creativa, come chiediamo da anni insieme al Parlamento europeo, è più urgente che mai”. E invece “la Commissione ha fatto qualche passo indietro - rileva il CAE - riducendo la cifra complessiva da 1,64 miliardi di euro nella sua precedente proposta a 1,52 miliardi di euro nella sua nuova proposta. La nuova ambiziosa dotazione finanziaria è di 1,85 trilioni di euro ed Europa Creativa rappresenta solo lo 0,08% dell'intero pacchetto ignorando l'impatto catastrofico che la pandemia da Coronavirus e i successivi blocchi hanno avuto sui settori culturali e creativi”.

NEXT GENERATION EU

Next Generation EU, il nuovo piano per la ripresa presentato dalla Commissione europea, “non indirizza denaro aggiuntivo in modo specifico verso Europa Creativa, trascurando il ruolo cruciale che la cultura deve svolgere nella costruzione di società più resilienti, sostenibili, inclusive ed eque, tutti obiettivi fondamentali del nuovo pacchetto di ripresa”, prosegue il CAE ricordando il suo appello di qualche settimana fa affinché alla cultura venisse destinato il 7% del fondo per la ripresa. “Gli operatori della cultura e della creatività sono intraprendenti, resistenti e creativi anche in tempi difficili ma con un aumento dei finanziamenti sarebbero in grado di ottenere di più. Inoltre, i settori culturali e creativi impiegano 8,4 milioni di lavoratori nell'UE, quasi la metà dei quali sono giovani. Per ricostruire nel post pandemia un'Europa sostenibile, sostenere e investire nella cultura non è un'opzione ma una necessità”, sottolinea ancora il CAE. In vista della riunione del Consiglio europeo del 19 giugno, quindi, il CAE chiede di “raddoppiare il budget per Europa Creativa a 2,6 miliardi di euro, riconoscendolo come programma principale per rafforzare la cooperazione culturale europea (#Double4Culture) e accertarsi che i fondi aggiuntivi derivanti da Next Generation EU, come ad esempio nell’ambito dell’iniziativa REACT-EU, raggiungano gli operatori culturali. Non ci sarà una vera ripresa per l'Europa se la cultura viene lasciata indietro”.

 

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