“E’ importante che la direttiva europea venga approvata presto. E’ stata varata due anni fa e abbiamo solo due anni entro cui approvarla. Se non viene approvata, i giganti del web continueranno a non pagare né le tasse né i diritti d’autore”. Lo ha detto il presidente della Siae, Giulio Rapetti Mogol, a margine della conferenza stampa “Direttiva Copyright: fate presto, fate subito! La cultura ci rende liberi, ma può essere libera solo grazie al diritto d’autore” che si è tenuta a Roma presso l’Associazione Civita. 

Presenti alla conferenza anche il Direttore Generale Gaetano Blandini, il Consigliere di Gestione Andrea Purgatori. In collegamento hanno partecipato Caterina Caselli, Albano Carrisi, Roby Facchinetti, Piero Maccarinelli, Gino Paoli, Sergio Vallarino (Zibba) e Carlo Verdone.

PER I CREATIVI MENO DI MILLE EURO AL MESE

Il diritto d’autore, ha chiarito il presidente Siae, non è “una tassa, è un compenso soprattutto per 90 mila giovani e persone che sono creativi e che senza compensi non potrebbero vivere. Lo pagano tutti, persino le parrocchie pagano una cifra simbolica di 10 euro al mese. Perché questi giganti del web che guadagnano miliardi non lo devono pagare?”.

La Direttiva Ue sul Copyright è ora al Senato e, ha notato Mogol, “sia da destra sia da sinistra sono d’accordo. Penso siano tutti d’accordo perché sarebbe uno scandalo da ricordare per più di 500 anni se non venisse approvata. Sono fiducioso, penso che si farà. Soprattutto in questo momento in cui i creativi guadagnano meno della metà di quello che guadagnavano. Lo stipendio medio dei creativi è meno di mille euro al mese senza contributi. Questa approvazione aumenterebbe questi diritti in modo da permettere a tutti i creativi di mantenere le proprie famiglie”. 

I GIGANTI DEL WEB PAGHINO COME TUTTI

Dal punto di vista degli utenti, ha assicurato Mogol, “non cambierà nulla, i diritti li pagheranno i giganti del web che guadagnano miliardi e che dovrebbero versare una parte per i diritti d’autore come fanno tutti. Non si riesce a fare perché sono miliardari? Questa è una ragione in più per farli pagare perché non farebbero neanche tanta fatica”. 

GAETANO BLANDINI

Il direttore generale della Siae, Gaetano Blandini, ha aggiunto: “Desideriamo accelerare questa procedura che non ha colore politico, non c’entrano nulla la destra, la sinistra o il centro: è una battaglia di giustizia e allo Stato non costa nulla”. “Speriamo che si faccia presto, perché se seguiamo i tempi normali del Parlamento ci può volere un anno e mezzo, ma fra un anno e mezzo siamo ‘morti’, i giovani artisti non ce la possono fare. L’appello è al Parlamento, per consentire agli artisti di fare questo mestiere e soprattutto di essere liberi”.

CARLO VERDONE

Il regista e attore Carlo Verdone ha ricordato: “È un momento molto delicato, col nostro lavoro durante il lockdown abbiamo aiutato gli italiani a stare a casa, in qualche modo gli abbiamo dato una carezza per farli stare tranquilli a casa, e non è una cosa da poco. Il Diritto d’autore è sacro e, senza di esso, la creatività non potrà crescere”. “Io combatterò sempre con voi, non tanto per me ma per i giovani, altrimenti non avremo mai un ricambio generazionale”.

CATERINA CASELLI

Per Caterina Caselli “difendere il diritto d’autore” è necessario. “Il Diritto d’autore è un motore di progresso e di benessere, ha consentito di avere un patrimonio, dal punto di vista musicale e autoriale, inestimabile”. “Se non ci fosse stata la tutela del diritto d’autore o se dovesse sparire, chi investirebbe per poter mantenere in vita la creatività?”.

AL BANO

“E’ indispensabile che ci sia l’approvazione della Direttiva europea sul copyright. Chiediamo soltanto che chi utilizza il frutto del nostro lavoro paghi quel minimo sindacale che va pagato”. Lo ha detto Albano Carrisi a margine della conferenza stampa “Direttiva Copyright: fate presto, fate subito! La cultura ci rende liberi, ma può essere libera solo grazie al diritto d’autore” che si è tenuta a Roma presso l’Associazione Civita. Per Al Bano, il significato della battaglia sul diritto d’autore condotto dalla Siae è quello di “dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. In questo caso non definiamo chi è Dio e chi Cesare”, però si tratta di far contribuire “chi oggi utilizza parte del lavoro creativo senza pagare un ticket. E’ come andare al supermarket, servirsi di tutto ciò che è sugli scaffali, uscire e dire ‘non pago, vado via’. non è giusto, bisogna mettere i paletti per definire la parola giustizia anche in questo caso”. 

ROBY FACCHINETTI

Per Roby Facchinetti “la direttiva va assolutamente recepita. Cerchiamo di fare presto soprattutto per i giovani. Abbiamo già perso tantissimo tempo e non è giusto sentirsi un fanalino di coda”. “In tanti negli ultimi anni hanno smesso di fare questo lavoro anche per la mancanza completa di voler dare alla musica la giusta remunerazione”. 

 

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