Riduzione da 10 a 7 giorni del termine per l’isolamento dei documenti dopo la fruizione da parte degli studiosi, disponibilità del materiale dato in consultazione o lasciato in deposito a un utente per i giorni successivi, etichettatura con indicazioni delle date di prestito e uso per il calcolo del periodo di isolamento. Sono i principali aggiornamenti che l’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro – ICPAL e la Direzione generale Archivi del Ministero per i Beni culturali hanno provveduto a realizzare sulle “Linee guida per la gestione delle operazioni di sanificazione e disinfezione degli ambienti di archivi e biblioteche”, pubblicate lo scorso 8 maggio.

L’inserimento degli aggiornamenti è stato reso necessario a seguito delle “numerose segnalazioni da parte di istituti archivistici, statali e non” in merito alle difficoltà di applicazione delle misure di contenimento per il rischio del contagio da coronavirus. L’ICPAL, sulla base delle indicazioni del documento del Ministero della Salute, ha aggiornato le Linee guida.

LE PRECISAZIONI DELL’ICPAL

Primo aggiornamento sulle linee guida è la riduzione da 10 a 7 giorni del termine previsto per l’isolamento dei documenti dopo la fruizione da parte degli studiosi. Ricevute nuove indicazioni da parte dell’Istituto Superiore della Sanità, l’allegato alla nota di aggiornamento stabilisce che “in assenza di altri studi e dei tempi necessari a verificare i tempi di permanenza del virus su specifici materiali archivistici/librari” è stato ritenuto possibile abbreviare il termine. L’allegato alla nota precisa però che occorre tenere conto del fatto che il documento/volume è oggetto composto da diversi materiali. Rispetto a molti di questi non si conoscono al momento i tempi di permanenza del virus.

Il materiale dato in consultazione e lasciato in deposito da un utente, poi, deve essere considerato come nella disponibilità dello stesso studioso per i giorni successivi. Documenti e volumi dovranno essere imbustati singolarmente e, sulla busta che li contiene, dovrà essere indicato il nominativo dello studioso che potrà richiederlo nei giorni successivi alla consegna del documento o del volume.

L’etichetta sulla busta dovrà riportare le date nelle quali il documento è stato consultato. Questo permetterà di calcolare esattamente il periodo di “isolamento” cui il documento dovrà essere sottoposto successivamente.

LE LINEE GUIDA DELL’ICPAL

Le linee guida per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale sono state redatte dall’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro e dall’Opificio delle Pietre Dure. Le linee guida sono rivolte a tutti gli istituti e i luoghi della cultura e riguardano la gestione di operazioni di sanificazione degli ambienti degli istituti archivistici e delle biblioteche (linee guida ICPAL) e degli ambienti destinati a musei e laboratori dove sono presenti opere d’arte (linee guida OPD).

L’ICPAL sottolinea come sia “necessario ricordare che non tutti i comuni disinfettanti risultano adeguati per la pulizia in ambienti ove siano esposti, conservati e stoccati beni culturali. Le procedure da utilizzare per eventuali sanificazioni non possono pertanto ritenersi univoche e applicabili nello stesso modo a qualsiasi ambiente”. 

Per ambienti “storici” gli arredi e le superfici di pregio la disinfezione può avvenire: nel caso di superfici in pietra o arredi lignei nebulizzare su carta assorbente una soluzione di Alcol etilico al 70% (400 ml di alcol etilico denaturato a 90 gradi da miscelare con 100 ml di acqua) o usando, in alternativa, prodotti commerciali già pronti all’uso, sempre alla richiesta concentrazione del 70%. Per tali prodotti è sconsigliata l’applicazione in presenza di finiture superficiali (es. lacche, resine) che sono suscettibili all’interazioni con acqua e/o solventi. Nel caso di superfici metalliche o in vetro si consiglia ugualmente di utilizzare sempre l’alcol etilico al 70%.

Per accedere alla consultazione delle collezioni poi, “gli utenti dovranno essere muniti di dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina). All’ingresso nell’istituto dovrebbero essere resi disponibili dispenser di gel disinfettati; - un addetto della biblioteca o dell'archivio (munito di dispositivi di protezione individuale) potrà prelevare il documento e darlo in consultazione in un locale possibilmente dotato di arredi "moderni" che possano essere facilmente puliti e disinfettati; - il materiale consultato dovrà essere lasciato in isolamento preventivo per almeno 10 giorni e possibilmente riponendolo in buste di contenimento all’interno del locale precedentemente individuato. Il materiale consultato non sarà quindi fruibile nei 10 giorni successivi”. 

OPIFICIO DELLE PIETRE DURE

Per l’Opificio delle pietre dure, “da un esame della letteratura esistente e dalla circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 si rileva che la durata della vita del virus oscilla tra 1 giorno per i guanti in lattice ai 9 giorni delle superfici in plastica (metalli 5, legno 4, carta 5, vetro 4/5, ceramica 5, camici usa e getta 2), per cui se un ambiente è stato chiuso al pubblico ed ai dipendenti per più di 9 giorni non sarebbe necessario intervenire con la sanificazione alla sua apertura in quanto è già trascorso il periodo di quarantena necessario per l’abbattimento del pericolo e sarà sufficiente una accurata pulizia con materiale disinfettante”. 

Per quanto concerne, invece, le opere d’arte, “si deve affermare con la massima chiarezza che nessuno deve applicare alcunché su di esse se non da parte di un restauratore dei beni culturali qualificato secondo le leggi vigenti”. Per i beni culturali potenzialmente soggetti al contagio “in quanto recentemente movimentati (libri in prestito nelle Biblioteche, opere d’arte in prestito a mostre o in restauro, e così via) sarà sufficiente un periodo di isolamento in un ambiente segregato per la durata dei giorni necessari per la quarantena di quella categoria di materiali, dunque in genere tra i 5 e i 9 giorni. Dunque una “segregazione” per il necessario periodo potrà togliere ogni rischio. Poiché non si possono adesso valutare gli effetti di eventuali mutazioni del virus sarà opportuno aumentare di qualche giorno le valutazioni qui indicate”. 

Dunque - prosegue l’Opd - il problema anche per i musei, laboratori e luoghi della cultura “sostanzialmente riguarda soprattutto la sanificazione tramite pulitura degli ambienti e dei pavimenti con particolare riferimento alle superfici di contatto (maniglie, corrimano, porte, tastiere, pulsanti, ecc.) e dei servizi igienici”.

Nel caso di ambienti contenenti opere d’arte “bisognerà prestare la massima attenzione, evitando, per esempio l’impiego per i pavimenti dell’ipoclorito di sodio troppo ossidante, e potenzialmente pericoloso in presenza di opere in bronzo, ottone e rame come per tutti i Cloroderivati, preferendo l’impiego di soluzioni alcooliche al 70% (ottenibili con prodotti già in commercio oppure con la miscela di 400 ml di alcool denaturato al 90% e 100 ml di acqua). In occasione degli interventi di sanificazione con questi prodotti si consiglia comunque di proteggere, ove possibile, le opere d’arte con teli di TNT piuttosto fitti per evitare qualsiasi forma di deposizione (schizzi, condensa di vapori). Una grande importanza per evitare ogni possibile interazione tra il prodotto usato e le opere d’arte è rivestita dalla esistenza o meno di sistemi di ventilazione e di ricambio d’aria, in grado di evitare il formarsi di accumulo di vapori, potenzialmente nocivi. Questi ultimi impianti, tuttavia, possono essere loro stessi una fonte di rischio e dunque sarà necessario prevedere una frequente sanificazione dei filtri dei fan coil e, in caso di impianti di climatizzazione, dei filtri generali dell’impianto in entrata ed uscita”. 

 

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