“Il cammino non è più un’idea utopistica ma è una potenzialità di sviluppo. Dobbiamo moltiplicare gli attrattori. La rete dei cammini è un grande progetto culturale ed economico. Una grande opportunità esattamente per il tipo di turismo di cui avrà bisogno l’Italia per i prossimi decenni”. Lo ha dichiarato il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, intervenendo in collegamento dal Collegio Romano alla presentazione del rapporto “Piccoli Comuni e Cammini d’Italia”, realizzato dalla Fondazione Symbola e da IFEL, con il patrocinio del Mibact, dell’ANCI, di UNCEM, di Federparchi, del FAI, del Touring Club Italiano, di Coldiretti, di Legambiente e la partnership di CAIRE Consorzio.

In questi anni, ha aggiunto Franceschini, “abbiamo fatto molti passi avanti in tema di cammini dimostrando che le idee del passato erano concrete. L’Italia deve puntare su un turismo sostenibile, rispettoso della fragilità del nostro paesaggio e del nostro patrimonio storico-artistico, non su un turismo mordi e fuggi”. Dal Piano strategico del turismo in poi “c’è un disegno complessivo, di cui fanno parte i cammini, di un turismo che valorizzi l’Italia meno conosciuta, che consenta di distribuire crescita e ricchezza sull’intero territorio nazionale e che sia sostenibile”. 

Sui cammini, ha ribadito il ministro, “è stato fatto un lavoro prezioso. Abbiamo lavorato ad esempio sull’atlante dei cammini, il settore è molto cresciuto. Noi non abbiamo Santiago di Compostela e basta, abbiamo un reticolo di cammini fantastico che va dalle vie consolari (Appia) a quelli religiosi (Benedetto, Francesco). Qui si mescolano pellegrini con camminatori”.

 

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