La nomina di un portavoce del direttore del Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria, Antonio Malacrino, è stata annullata in autotutela già a dicembre 2019 “compensando le casse del Museo di quanto dovuto per il lavoro svolto nelle poche settimane di attività. Circostanza, questa, che esclude ogni ipotesi di danno erariale”. Lo ha detto il sottosegretario ai Beni culturali Anna Laura Orrico rispondendo in Commissione Cultura del Senato a un’interrogazione della senatrice del Movimento 5 Stelle Margherita Corrado che aveva chiesto notizie in merito alla direzione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Nel rispondere all’interrogazione, il Mibact ha affermato che “in pochi anni il Museo è divenuto spazio rappresentativo delle espressioni culturali più vivaci, non solo della città, ma di tutta l'area dello Stretto. Concerti, convegni, conferenze, mostre e degustazioni di prodotti identitari del territorio rendono oggi il Museo un luogo vissuto dalla comunità, ma anche uno spazio nel quale i turisti italiani e stranieri possano scoprire e apprezzare la complessità e la ricchezza della cultura calabrese”. E ancora: “Alla ricerca scientifica, alla conservazione e all'esposizione delle collezioni, tutte attività proprie dell'istituzione museale, si è affiancata la concreta collaborazione con istituzioni, enti e associazioni volta a promuovere e valorizzare la straordinaria ricchezza del territorio”. 

RITARDO NELL’INVENTARIAZIONE

Per quanto riferito all’inventariazione del patrimonio, autorizzata dalla Direzione Generale Musei il 1° agosto dello scorso anno, è stato chiarito che il ritardo è dovuto all'assenza di un elenco completo dei beni conservati presso il Museo, così come dichiarato dal Funzionario Archeologo della Soprintendenza di Reggio Calabria responsabile del passaggio di consegna delle collezioni. Tale attività, che ha permesso l'istituzione del primo inventario digitale del Museo, affianca il riordino dei depositi e la valutazione del loro stato conservativo nel quadro della programmazione delle attività espositive e di restauro.

ARCHIVIO FOTOGRAFICO

Per quanto riguarda l'archivio fotografico, Orrico ha precisato che esso è stato acquisito al Museo ai sensi dell'art. 1 del DM 43 del 2016 ed è in fase di riordino e di digitalizzazione. Per la prima volta è stata effettuata una ricognizione completa del patrimonio fotografico, con un computo analitico in vista del grande progetto di digitalizzazione promosso dall'ICCD. L'accesso per la consultazione della documentazione, su richiesta, viene autorizzato agli altri Istituti (compresa la Soprintendenza) e agli utenti esterni, compatibilmente con le fasi di riordino. L'obiettivo sarà di rendere pubblico e accessibile l'intero patrimonio in formato digitale, consultabile anche via web.

SCOMPARSA DI REPERTI

Infine, rispetto all’asserita scomparsa di pezzi di collezione dal Museo di Reggio Calabria, alla competente Direzione Generale Musei non risultano comunicazioni, ad eccezione di una denuncia fatta proprio dal Direttore del Museo nel 2018, sull’irreperibilità di due reperti bronzei del relitto di Porticello. Ad oggi non sono state segnalate novità da parte dei competenti organi giudiziari. Il Museo, nonostante le ricordate carenze di organico, cura con attenzione le collezioni e le altre funzioni museali.

ARCHIVI

La problematica del passaggio di consegne e gestione degli archivi, invece, è stata recentemente risolta sia con un accordo di gestione congiunta tra il Soprintendente per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia ed il Direttore del Museo, a seguito di nota congiunta delle Direzioni Generali Musei e Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del 27 febbraio 2020, sia di un recente accordo tra le predette Direzioni Generali del 6 maggio 2020, attualmente in corso di perfezionamento. 

 

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