Al termine di una complessa istruttoria condivisa in un continuo confronto con committenza e progettisti, la Soprintendenza per L’Aquila e Cratere ha rilasciato l'autorizzazione al progetto di restauro e ricostruzione della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, uno dei monumenti più devastati dal sisma del 2009. La Cattedrale, infatti, è una delle chiese cittadine (insieme a S. Marco, S. Maria Paganica, S. Maria del Suffragio e S. Maria di Collemaggio) che hanno subito il crollo totale di una porzione di copertura del transetto e delle murature annesse, con gravi conseguenze per la restante struttura delle navate e importanti perdite per quanto riguarda gli apparati decorativi sottostanti. L'atto di autorizzazione è stato formalmente trasmesso al Segretariato regionale Mibact Abruzzo, soggetto attuatore dell'intervento.

La particolare complessità del monumento e del contesto, unita al compromesso quadro di danno - aggravato dal lungo tempo trascorso, oltre che dalle sollecitazioni dovute ai successivi eventi sismici del 2016-2017 - e alle conseguenti difficili scelte progettuali per la ricostruzione e il restauro, che richiedevano adeguati approfondimenti preliminari, hanno reso necessario un percorso di istruttoria tecnica particolarmente attento e dettagliato. Nell'ottobre 2018, infatti, dopo il primo esame del progetto depositato, era stata evidenziata la necessità di integrare la conoscenza dello stato di fatto con più approfonditi elaborati di analisi e documentazione. Nell'attesa, al fine di accelerare la valutazione e consentire il sollecito avvio delle fasi successive per il restauro della chiesa, nell’aprile 2019 la Soprintendenza ha deciso di istituire un tavolo tecnico permanente, costituendo una Commissione interna multidisciplinare - sul modello di quanto già fatto per l’adiacente aggregato dell’Arcivescovado. In quella sede è stato garantito un confronto periodico e costante con progettisti, proprietà e committenza, al fine di affrontare in modo unitario e integrato le diverse problematiche di natura strutturale, architettonica, archeologica e storico-artistica. Nei 14 mesi successivi si sono svolti ben 25 incontri (tra riunioni e sopralluoghi tecnici) che hanno affrontato le principali tematiche emerse, tra cui la necessità di maggiori indagini per la conoscenza della stratificazione storico-archeologica del sito, le modalità di consolidamento complessivo e di ricostruzione della parte crollata, le reintegrazioni delle lacune degli apparati decorativi (pittorici e plastici) e l’impiantistica.

Proprio le indagini archeologiche – inizialmente non previste – hanno confermato la rilevanza della stratificazione del sottosuolo della Cattedrale, portando alla luce ambienti sepolcrali e porzioni di paramenti murari risalenti alla chiesa originaria e precedentemente non noti. Ulteriori approfondimenti saranno necessari per alcuni specifici aspetti - come il recupero ed il reintegro degli apparati decorativi più compromessi - da valutare anche nel corso delle successive fasi realizzative. La fase finale dell’istruttoria tra marzo e maggio è stata portata avanti nonostante le difficoltà di gestione del lavoro dovuto all’intervenuta emergenza COVID-19, ricorrendo anche a modalità di confronto e valutazione per via telematica. Tutti gli adeguamenti progettuali e gli approfondimenti connessi hanno trovato formalizzazione con la consegna definitiva del progetto effettuata a fine maggio 2020. La riunione conclusiva della Commissione svoltasi il 17 giugno ha permesso alla Soprintendenza di concludere l'iter e di procedere al formale rilascio dell’autorizzazione, che potrà ora consentire al Segretariato regionale Mibact, stazione appaltante, i successivi passaggi per l'attuazione dell'intervento.

“Consapevoli dell’importanza di dare un segnale concreto ed operativo per il positivo avvio del restauro del Duomo, abbiamo ritenuto di accompagnare questo complesso percorso istruttorio con la costituzione di una apposita Commissione multidisciplinare interna che potesse dialogare efficacemente sul piano tecnico e scientifico con le diverse componenti coinvolte. - dichiara la Soprintendente Alessandra Vittorini - L’estensione del danno e la complessità delle soluzioni proposte richiedevano un approccio sistematico, che ha prodotto una maggior puntualizzazione dell’intero progetto. Sarà necessario proseguire con la stessa attenzione anche nelle successive fasi di cantiere." "Ringrazio per l’impegno dedicato tutti i funzionari della Commissione, che hanno lavorato intensamente in questi due anni. - prosegue la Soprintendente - Un ringraziamento va anche ai progettisti, ai rappresentanti della proprietà e della stazione appaltante per la disponibilità dimostrata ad un percorso condiviso che ha fornito sicuramente un’ottima base per tutto il proseguimento del lavoro.”

 

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