“Resto allibita e chiedo al sovrintende Pereira quali siano i criteri – perché a me sfuggono - che lo portano a considerare ragionevole il costo di 100 euro per assistere a un’opera. Non certo quelli che stanno alla base della cultura concepita come servizio pubblico. Peccato che i finanziamenti che ogni anno riceve il suo teatro sono, glielo ricordo, per l’80% provenienti da istituzioni pubbliche, una quota che mi parrebbe determinante per dare un’offerta conseguente, cioè pubblica”. Così la vicepresidente e assessore alla cultura della Regione Toscana, Monica Barni, commenta le dichiarazioni del sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino Alexander Pereira. “L’offerta culturale – continua Barni - non può e non deve essere solo appannaggio di chi si può permettere di pagare 100 euro, soprattutto in un momento come questo di grande difficoltà per tutti, in cui non possiamo concederci di relegare la cultura a un bene per pochi fortunati ma abbiamo il dovere di lavorare per renderla il più possibile diffusa e accessibile. Prima di lasciare il teatro vuoto – conclude Barni – avrei evitato di mandare via gli studenti con la card anzi, li avrei fatti entrare in teatro perfino gratis. La malattia del teatro non sono i biglietti gratuiti, come dice Pereira, ma scelte troppo spesso esclusiviste che portano alla fine poche risorse e solo molta disaffezione”.

 

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