Alla vigilia della Festa della Musica – che si terrà domenica 21 giugno in oltre 300 città italiane - arrivano tre emendamenti del Movimento 5 Stelle “a tutela di tutta la filiera della musica, con artisti e operatori del settore in condizioni di forte difficoltà per le conseguenze della pandemia”. La prima proposta di modifica, che verrà presentata su impulso del capogruppo in commissione Cultura alla Camera, Gianluca Vacca, alla legge delega per il recepimento della direttiva Ue sul copyright (in questi giorni all’esame della commissione Politiche Ue del Senato), delega il Governo a introdurre un diritto all’equo compenso, adeguato e proporzionato, per la messa a disposizione in streaming in favore degli artisti interpreti ed esecutori della musica. “Si porrebbe fine così a un vuoto normativo che penalizza gli artisti della musica (ad eccezione di pochissimi big della musica italiana grazie alla loro forza contrattuale), ad oggi esclusi dal legittimo diritto a vedere riconosciuta economicamente la titolarità della loro opera ogni volta che essa viene trasmessa, e non soltanto con il compenso ricevuto inizialmente”, spiega Vacca. “Pochi sanno che ogni volta che un’opera viene trasmessa sulle piattaforme on demand per lo streaming, mentre per gli artisti video (gli attori, ad esempio) la legge giustamente riconosce un equo compenso ogni volta che il loro film viene visto, per gli artisti della musica, cantanti e musicisti, non c'è invece alcun obbligo; questo arreca un danno notevole agli artisti della musica, poiché di fatto il 99% di loro non riceve quasi alcun compenso dall'utilizzo delle loro opere fatto dalle grandi piattaforme digitali”. Con questa proposta emendativa “garantiremmo finalmente a musicisti e cantanti il giusto riconoscimento del proprio lavoro e una redistribuzione dei guadagni della musica in streaming”.

Un emendamento al decreto Rilancio a firma Battelli-Vacca ha invece l’obiettivo d’inserire la filiera musicale tra i settori destinatari delle misure di sostegno del Mibact, dal momento che attualmente non vi rientra. L'emendamento, sul quale si sta lavorando con il Collegio Romano, prevede che tra i settori supportati con il Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali, introdotto con il decreto Rilancio, vengano ricomprese anche le industrie fonografiche ed editoriali musicali. “Un segnale importante per sostenere un comparto dell'industria culturale prezioso per il Paese sotto diversi profili e fortemente toccato dal lockdown e dalle regole sul distanziamento”. Obiettivo è “dare una boccata d’ossigeno alla filiera musicale fortemente colpita dalla pandemia”.

Un secondo emendamento al decreto Rilancio, infine, sempre a firma Battelli-Vacca, introduce il rimborso (attualmente non previsto) per i concerti saltati e non più riprogrammati. “Si tratta di tre importanti provvedimenti a tutela di tutta la filiera della musica, che in un quadro così difficile rappresentano un importante segnale di attenzione”, conclude il capogruppo M5S in commissione Cultura di Montecitorio.

 

Articoli correlati