Giorni di “lavoro intenso”: il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla alla fine degli Stati generali che ha riunito a Villa Pamphilj il mondo produttivo dell’Italia che spera di ripartire dopo la crisi sanitaria ed economica. “Abbiamo lavorato in un clima di massima concentrazione”, specifica Conte ricordando di aver incontrato, durante l’ultima giornata, il mondo della cultura: lo scrittore Alessandro Baricco, gli architetti Stefano Boeri e Massimiliano Fuksas, lo scrittore Stefano Massini, la cantautrice Elisa, il regista Giuseppe Tornatore, l’attrice Monica Guerritore. E il premier cita Baricco (“Attraversando questi mesi abbiamo aperto all’impossibile il panorama della nostra mente e allargato all’impensabile il raggio della nostra azione”) per sottolineare che “il piano di rilancio non sarà una semplice raccolta di riforme: ci siamo resi conto - afferma Conte - che non è affatto sufficiente riformare il Paese ma dobbiamo reinventare il Paese che vogliamo. E’ stata un’esperienza troppo dura quella che abbiamo affrontiamo ed è una sfida troppo impegnativa quella che stiamo affrontando per accontentarci di qualche semplice riforma”.

Conte spiega poi “le tre direttrici degli interventi: modernizzare il Paese, lavorare per una robusta transizione energetica e per rendere l’Italia più inclusiva”. Sulle critiche delle opposizioni che hanno definito gli Stati generali “un'inutile passerella”, Conte ribadisce: “Abbiamo lavorato, non ci siamo risparmiati, abbiamo incontrato tante componenti della società e questo confronto ci ha aiutato a mettere a fuoco meglio i progetti. Abbiamo scelto Villa Pamphilj, questa cornice istituzionale, perché della bellezza dell’Italia non dobbiamo vergognarci, ma dobbiamo metterla in mostra”.

 

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