Ph. ICOM

Sarà un italiano a guidare ICOM, l’organizzazione internazionale che rappresenta la comunità museale. A seguito delle dimissioni di Suay Aksoy, infatti, il consiglio direttivo ha nominato Alberto Garlandini, uno dei due vicepresidenti in carica di ICOM, come nuovo presidente. Garlandini assumerà la presidenza fino alla prossima elezione del consiglio direttivo da parte dell'assemblea generale, che si terrà a Praga nel 2022. Il consiglio direttivo ha nominato Terry Simioti Nyambe, membro del consiglio ordinario, in sostituzione di Alberto Garlandini come vicepresidente. Nyambe, ex presidente di ICOM Zambia, svolgerà questo nuovo mandato insieme al vicepresidente Laishun An fino alle elezioni del 2022. “Pluralismo, diversità, democrazia e trasparenza sono sempre stati i punti di forza di ICOM e ora sono più che mai necessari. Dobbiamo migliorare visione e missione comuni: l’unità di ICOM e della comunità museale è il tesoro che ci impegniamo a preservare e promuovere. Andiamo avanti verso i nostri obiettivi comuni”, afferma Garlandini sottolineando “la situazione estremamente difficile e stressante” che la comunità museale di tutto il mondo sta vivendo. “La maggior parte dei musei è ancora chiusa, alcuni stanno riaprendo lentamente e parzialmente con meno risorse e molte restrizioni. L'emergenza COVID-19 è stata una minaccia inaspettata - prosegue il neopresidente di ICOM -. Tuttavia, anche in fase di blocco e quarantena, i professionisti dei musei hanno compiuto miracoli per preservare e promuovere collezioni e patrimonio”. In questi “tempi difficili - afferma Garlandini - ICOM ha responsabilità ancora più importanti rispetto al passato. I musei sono al servizio della società e ICOM è al servizio dei musei e del patrimonio”.

IL RUOLO SOCIALE DEI MUSEI E L’AGENDA 2030

Garlandini ringrazia la presidente uscente “per ciò che ha fatto per ICOM. Sappiamo che il suo impegno continuerà e contiamo sul suo ulteriore sostegno e su buoni consigli. Negli ultimi anni ICOM è cresciuta continuamente. Abbiamo affrontato questioni difficili, imparato lezioni preziose e reinventato il presente e il futuro dei musei e delle loro comunità in evoluzione. Rimaniamo fortemente impegnati a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, a migliorare il ruolo sociale dei musei, a promuovere la diversità e l'inclusione, a combattere la disuguaglianza e il razzismo, a proteggere il patrimonio in pericolo. Dobbiamo guardare avanti con fiducia e ottimismo seguendo l'esempio di chi ha fondato ICOM nel 1946, affermando che i musei e il patrimonio sono indispensabili per creare un mondo pacifico e prospero”. Il neopresidente di ICOM ricorda infine che “a causa delle attuali misure COVID-19, stiamo affrontando alcuni cambiamenti organizzativi difficili e imprevisti. Stiamo sviluppando nuove forme di comunicazione con il pubblico e tra di noi. Grazie agli sforzi del direttore generale e del segretariato, per la prima volta nella storia di ICOM, il consiglio consultivo, le riunioni dei comitati nazionali e internazionali e l'assemblea generale si terranno in videoconferenza alla fine di luglio. Sono sicuro che sarà un'esperienza fruttuosa e di successo”.

LA PRESIDENTE USCENTE: L’IMPEGNO RIMANE SOLIDO

“Servire ICOM in varie posizioni e come presidente, far parte di questa immensa e diversificata comunità professionale, è stato uno dei più grandi onori della mia vita - scrive Aksoy -. Ho difeso gli stessi valori per tutto il mio mandato: democrazia, trasparenza, rispetto della diversità di opinioni nonché la difesa della vera natura indipendente di un'organizzazione internazionale non governativa. Credo di essere stata in grado di guidare ICOM verso un percorso progressivo che sono sicuro non sia facilmente reversibile”. “Sono sempre stata orgogliosa di far parte di una rete professionale che mira a imparare e crescere. Vorrei credere che le mie dimissioni serviranno alla crescita interiore della nostra organizzazione - prosegue -. Ribadisco che per me la leadership non è una posizione ma un atteggiamento. Spero sinceramente che la mia decisione contribuisca al bene comune della nostra organizzazione nella quale il mio impegno rimane solido come non mai”.

CHI E’ ALBERTO GARLANDINI

Alberto Garlandini ha ricoperto diverse funzioni all'interno di ICOM dal 2005. Dal 2010 al 2014 è stato Presidente di ICOM Italia e membro dell’Advisory Committee di ICOM. Dal 2007 al 2010 è stato membro del Board di ICR - International Committee for Regional Museums di ICOM. È stato Presidente del Comitato Organizzatore della XXIV Conferenza generale di ICOM, che si è svolta a Milano nel luglio 2016. Dal 2008 al 2013 è stato Direttore Generale Cultura, Direttore Generale Vicario Cultura e Direttore Cinema di Regione Lombardia. Nel biennio 2011/2012 è stato Presidente della Fondazione Lombardia Film Commission. Nel 2015 ha ricevuto dal Comune di Milano il Certificato di Ambasciatore di Milano. Dal 2009 al 2012 è stato membro della Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero del Ministero per gli Affari Esteri. È stato membro di Commissioni nazionali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali fra cui il Tavolo tecnico paritetico nazionale per la definizione degli standard di qualità dei musei e delle aree archeologiche (2012-2013), il Comitato paritetico nazionale di coordinamento del Sistema Archivistico Nazionale (2010), la Commissione nazionale per la definizione dei livelli minimi di qualità della valorizzazione dei beni culturali (2006-2008). Ha partecipato per anni al Coordinamento delle Regioni italiane in materia di beni e attività culturali. Nel 2008/2009 ha partecipato alla traduzione in italiano dell’ICOM Code of Ethics for Museums; nel 2005/2006 ha coordinato i lavori per la Carta nazionale italiana delle professioni museali e nel 2007/2008 ha collaborato alla stesura del Frame of Reference for Museum Professions in Europe di ICTOP - International Committee for Training of Personnel di ICOM.

 

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