Arte e cultura non saranno più le stesse dopo la crisi sanitaria ed economica scaturita dalla pandemia da Coronavirus e la nuova situazione richiede nuovi approcci e soluzioni a livello locale, nazionale ed europeo. Culture Action Europe e l’European Cultural Foundation hanno mappato le iniziative e le misure di emergenza attuate in tutta Europa che affrontano gli effetti della crisi sui settori culturali, artistici, creativi, con l'obiettivo di identificare le sfide, le esigenze e le possibili lacune. Oltre alla richiesta di aiuti finanziari e sostegno a lungo termine, il CAE e l’ECF si soffermano sulle iniziative pubblico-privato, “da incoraggiare a livello internazionale e in particolare a livello europeo”. In particolare, sottolinea il rapporto dei due enti europei, “il ruolo del settore filantropico nel processo di recupero non deve essere sottovalutato”. Ricordando che secondo uno studio dell’European Foundation Centre nel 2016 il 7% delle spese totali del settore filantropico (fondazioni) in Europa è stato dedicato alle arti e alla cultura, il CAE e l’ECF sottolineano che “questi fondi sono distribuiti in modo non uniforme in tutta Europa”. Culture Action Europe e l’European Cultural Foundation hanno raccolto informazioni sul lavoro delle fondazioni che hanno mobilitato risorse a vari livelli durante la crisi: tra gli esempi citati c’è anche la Fondazione CRT (Torino), Compagnia di San Paolo e Fondazione Cariplo.

Il CAE e l’ECF, inoltre, hanno condotto un sondaggio: la maggior parte degli intervistati vedono l’incertezza sul futuro come problema principale e sottolineano il bisogno di supporto per il passaggio al digitale, oltre al sostegno per reinventarsi utilizzando nuovi strumenti e tecnologie. Secondo chi ha partecipato al sondaggio le misure fondamentali sono: sostegno dei governi ai salari per individui e organizzazioni; sostegno strutturale a organizzazioni culturali e creative; agevolazioni fiscali temporanee; sovvenzioni flessibili, misure per consentire ai settori culturali e creativi di passare a nuove soluzioni innovative e tecnologiche. Il 69% degli intervistati ha riferito che esistono misure di emergenza per l'arte e la cultura nei loro paesi mentre il 30% afferma che non esistono misure nei loro paesi o che le misure esistenti non includono adeguatamente lavoratori o organizzazioni culturali e creative.

 

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