“La situazione venutasi a creare ha causato alle imprese dello spettacolo dal vivo gravissime difficoltà che non potranno essere superate in tempi rapidi e soprattutto non potranno essere superate senza un piano straordinario e senza una complessiva riforma del comparto. Quello che invochiamo sono interventi strutturali per garantire un futuro più solido al nostro comparto”. Lo ha sottolineato il presidente di Federvivo e vicepresidente di Agis, Filippo Fonsatti, nel corso di un’audizione presso la commissione cultura del Senato.

“Le norme e le risorse messe in campo – spiega - offrono un supporto indispensabile e provvidenziale a imprese e laboratori; tuttavia superata la fase più acuta della crisi occorrono delle risposte concrete ad alcune istanze urgenti, ma occorre anche uno sguardo di prospettiva”. In particolare, “chiediamo a tutte le forze parlamentari un’azione di sostegno all’emendamento che richiede anche per gli organismi finanziati dal Fondo unico per lo spettacolo che venga riconosciuto nel 2020/2021 il 100 per cento del contributo Fus riconosciuto nel 2019, esattamente come avviene per legge per le fondazioni Lirico sinfoniche. Richiamiamo poi l’attenzione sull’esigenza di destinare delle risorse a fondo perduto, da attingersi al Fondo emergenza spettacolo e cinema, che possano sostenere i costi innocenti e i ricavi mancanti dovuti al lockdown. Chiediamo poi la definizione di una data certa dell’inizio della stagione 2020/2021 per la riapertura non contingentata dei teatri”.

Per quanto riguarda l’occupazione, prosegue Fonsatti, “chiediamo un prolungamento degli ammortizzatori sociali e delle indennità dei lavoratori dello spettacolo dal vivo fintanto non si ristabilisce la piena capienza delle sale teatrali. Torniamo infine su una battaglia storica, che riguarda la cancellazione nell’elenco Istat delle pubbliche amministrazioni dei soggetti dello spettacolo dal vivo, ai quali viene prelevato un balzello nell’ambito della spending review. Vorremmo poi chiarezza sull’estensione a tutti i soggetti percettori di Fus dell’Art Bonus: c’è stato un ulteriore passo in avanti ma riteniamo che vada formalizzata l’applicazione a tutti i soggetti finanziati dal Fus. Sarebbe poi auspicabile una sospensione dei tributi – come Imu e Tari - nei periodi di chiusura”.

“In questa fase – aggiunge Fonsatti - si può favorire un fondo per la ristrutturazione delle sale dello spettacolo dal vivo. Chiediamo poi l’introduzione di un meccanismo per la detrazione fiscale per i consumi culturali, adottando un modello simile alla 18app. Infine chiediamo attenzione al rilancio del ruolo nella formazione delle giovani generazioni, introducendo teatro, musica e danza nei percorsi curriculari, magari con un accordo quadro con Rai Scuola e Raiplay”. 

 

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