“In un momento in cui i musei affrontano minacce senza precedenti a causa dell’impatto del Coronavirus, è impensabile che ICOM stia vivendo dissensi interni di questa portata”. È un messaggio del comitato esecutivo di ICOM a dare il senso del terremoto che sta scuotendo l’organizzazione internazionale che rappresenta i musei e i professionisti museali. Le dimissioni di Suay Aksoy da presidente di ICOM, infatti, non sono state le uniche: dieci giorni fa un altro membro del comitato esecutivo, Léontine Meijer-van Mensch, ha lasciato l’organizzazione e a seguire ci sono state le defezioni di Hilda Abreu de Utermohlen (anche lei membro del comitato esecutivo), di Jette Sandahl, presidente del Comitato permanente per la definizione, le prospettive e i potenziali del museo, e di cinque dei suoi membri (George Abungu, Afsin Altayli, Margaret Anderson, Luc Eekhout e Rick West). A pesare su queste dimissioni a catena - secondo quanto apprende AgCult - sono i disaccordi sulla nuova definizione di museo, proposta a luglio del 2019 da ICOM ma scartata dalla maggior parte dei comitati nazionali che ha ottenuto il rinvio del voto all’assemblea generale.

LA NUOVA DEFINIZIONE NEL MIRINO

L’estate scorsa arriva la proposta ICOM di una nuova definizione di museo, alternativa a quella attuale adottata nel 2007 ma gran parte dei Comitati nazionali si dicono contrari (ICOM Italia - che guida il gruppo di chi vorrebbe una discussione più ampia sul tema - la ritiene “inadeguata a definire il museo”). Inizia così una discussione serrata che approderà all’assemblea generale dell’organizzazione - nel settembre scorso a Kyoto - dove si decide un rinvio del voto dando alla comunità museale mondiale un altro anno di tempo per discutere e confrontarsi. A quasi un anno di distanza la discussione è più viva che mai e spetterà all’italiano Alberto Garlandini, nominato presidente di ICOM dopo le dimissioni di Aksoy, mediare tra le posizioni in campo. Dal canto suo il comitato esecutivo fa sapere di aver avviato “un dialogo costruttivo al fine di garantire un lavoro efficace” e di aver deciso “di valutare se stesso, esaminando la propria storia di processi decisionali e di metodo di lavoro con l'intenzione di attuare miglioramenti immediati, coinvolgendo il Comitato permanente per la definizione, le prospettive e i potenziali del museo e il resto dei comitati e dei gruppi di lavoro in una conversazione costruttiva per risolvere le questioni in corso e comunicare i risultati di tali iniziative durante le riunioni che si terranno a luglio 2020”.

 

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