La presidente di Icom Italia, Adele Maresca Compagna, interviene sulla serie di dimissioni che si sono succedute negli ultimi giorni in seno a Icom - l’organizzazione internazionale che rappresenta i musei e i professionisti museali - sottolineando che “la presidenza di Alberto Garlandini, figura equilibrata e di grande esperienza, riuscirà a ricomporre l’armonia necessaria per risolvere i problemi organizzativi e individuare strategie largamente condivise”. A pesare su queste dimissioni a catena sono i disaccordi sulla nuova definizione di museo, proposta a luglio del 2019 da ICOM ma scartata da diversi comitati nazionali, che hanno ottenuto il rinvio del voto all’assemblea generale. “Icom Italia – dichiara Maresca Compagna ad AgCult - ha preso atto con dispiacere delle dimissioni della presidente Suay Aksoy e di due membri dell’Executive Board internazionale di Icom, in gran parte legate a un irrigidimento delle posizioni sulla nuova definizione di museo elaborata dal Comitato permanente MDPP presieduto da Jette Sandal, che era stata presentata all’Assemblea straordinaria di Kyoto senza un preventivo, opportuno dibattito con i Comitati nazionali e internazionali". 

"Considerato il profondo dissenso espresso in quella sede da molti comitati nazionali e internazionali - non solo nel merito ma anche nel metodo di lavoro adottato – la presidenza accolse allora la proposta di rinvio, per consentire un confronto più approfondito sul tema, e con l’Executive board decise di allargare la composizione del Comitato MDPP2 a rappresentanti delle Alleanze regionali, dei Comitati nazionali e dei comitati internazionali, tra i quali il Comitato Museologia". Ciò nonostante, sottoliena la presidente di Icom Italia, "non sembra si sia riusciti a ripartire con un nuovo spirito collaborativo e, circa dieci giorni prima della Aksoy, Jette Sandal e altri cinque membri del Comitato si sono dimessi, non essendo disposti a mettere in discussione le proprie posizioni".

Forse, conclude Maresca Compagna, "non sarebbe stato questo il momento più opportuno per sottolineare dissensi e diversità di vedute (comuni del resto a tutte le organizzazioni internazionali), dovendo far fronte alle difficoltà che i musei e i professionisti museali stanno incontrando in tutto il mondo. D’altra parte noi riteniamo che non si potesse prolungare una situazione di conflittualità e di stallo in seno agli organi direttivi e siamo convinti che la presidenza di Alberto Garlandini, figura equilibrata e di grande esperienza, riuscirà a ricomporre l’armonia necessaria per risolvere i problemi organizzativi e individuare strategie largamente condivise".

 

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