"Sulle pendici del colle che furono le residenze degli imperatori romani, di Augusto, sotto lo stadio di Domiziano, proprio accanto al Pedagogio e la Schola Praeconum si è insediato, dentro le antichissime mura di un monastero olivetano annesso a santa Anastasia, un lussuoso albergo. Una nota ed elegante catena di accoglienza turistica ha infatti affittato gli ambienti di una residenza monastica dell’antica congregazione votata al culto degli ultimi giorni di Nostro Signore". Lo denuncia Italia Nostra Roma, che ha inviato una lettera aperta al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. "Nelle vecchie descrizioni ecclesiastiche si narra che nell’attiguo oratorio di santa Maria in Cerchi, da tanto tempo ridotto a deposito, si pregava un’immagine della Madonna ed un quadro che ritraeva, nella tipica venerazione degli olivetani, il Cristo patiens durante la faticosa ascesa con la croce al Calvario; in ultimo si ricordano un vecchio eremita, nel 1888 un gruppo di giovani congregati. Un luogo, come tutti i luoghi nel cuore di Roma, pieno zeppo di storie e di Storia: storia spirituale, storia eroica e politica, storia delle millenarie società che si sono avvicendate nel tempo non mutando il carattere pubblico che compete ai punti strategici dell’Urbe".

L’albergo, spiega l'associazione, "è nascosto dietro un cancello che percorre un lungo cortile ricavato tra il monastero e l’oratorio, vi si affaccia l’abside di santa Anastasia e più avanti poco distante la Schola Praeconum. Una scuola che organizzava gli araldi di Augusto mandati per le strade della grande città di più di un milione di abitanti, ad annunciare l’inizio dei giochi e le corse di mitiche quadrighe. Dietro quella smodata ed irriverente facciata degli Olivetani eretta nel tardo Seicento, quella orlata da uno strano e irrituale cornicione bucato su cui si affacciano pari finestroni, alle radici del Palatino c’è ora un albergo. Abbiamo dato finalmente risposta ad un nostro nascosto quesito tenuto segreto nell’imbarazzo di scoprirci ignari dei nostri più familiari paesaggi. Altrettanto segretamente e silenziosamente, bello o brutto, nell’assurda pretesa di dare luce all’economia di qualche gruppo multinazionale, lo sviluppo di questo turismo ha tolto l’ossigeno a questa città; l’ha uccisa e adesso ne colleziona gli scheletri".

"La questione è stata recentemente sollevata per l’incongruente esposizione di alcune false sculture di statue togate ed in gramaglie guerresche, che sembrano, viste così, la celebrazione dei moderni centurioni in salsa alla carbonara! Certamente intollerabili ma, quanto e di più lo è il fatto che in quel punto, tutto dentro i confini del Palatinum, si attende ormai da anni il riassetto della città. Non ultima la Commissione paritetica MIBACT- Roma Capitale che nel dicembre del 2014, nell’elaborazione di uno studio per un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma, ha giustamente stabilito che con la totale pedonalizzazione di via dei Cerchi, dovesse avvenire finalmente la tanto attesa ricucitura tra Palatino e Circo Massimo. Un progetto che permette persino la restituzione alla città dell’antico Museo di Roma aperto nel trenta dentro le strutture del pastificio Pantanella".

"Tutti noi - conclude Italia Nostra - forse ci siamo illusi che Roma avesse dei progetti e delle strategie e che non facesse o disfacesse ad ogni passaggio di mano politica una nuova ed epocale rifondazione. Ma chi mai avrà dato autorizzazione a questa trasformazione non proprio insignificante? Dove sono andati a finire questi anni di studio e di proposte? Italia Nostra Roma Le chiede che si dia immediata attuazione alla pedonalizzazione della strada e l’annessione al Parco dei Fori imperiali, com’è logico che sia, del Circo Massimo".

 

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