Un reddito di continuità in grado di traghettare il settore della cultura e dello spettacolo a una piena ripresa, ma anche una riforma più ampia del comparto e un tavolo istituzionale. Sono le richieste dei lavoratori dello spettacolo e della cultura scesi in piazza oggi a Roma in una manifestazione nazionale organizzata da associazioni e realtà riunite in coordinamenti territoriali e settoriali. Si sono dati appuntamento in piazza Santi Apostoli, poco distante dalla sede del ministero dei Beni culturali a cui sono indirizzate gran parte delle loro richieste.

"Il problema principale è salariale: viviamo in un mondo di 'intermittenza' e di contratti a tempo determinato che non tutelano una continuità salariale", ci racconta Giacomo Cursi, del coordinamento nazionale di Emergenza Cultura, tra gli organizzatori della piazza. "Chiediamo una riforma culturale del settore dello spettacolo da vivo - prosegue Cursi - Si fa spesso appello alla cultura ma poi non si muovono soldi per garantire il lavoro. La cultura è importante ma è importante finanziarla, soprattutto garantendo lavoro a migliaia di persone che ora, con questa emergenza, non hanno nessuna prospettiva per ripartire prima del 2021".

La crisi sanitaria ed economica ha messo definitivamente in ginocchio un settore già in crisi, è il messaggio che si alza a più riprese dalla piazza: "Chiediamo un reddito di continuità", prosegue Cursi sottolineando che "sono poche le realtà che hanno davvero riaperto". Insomma, per il comparto l'emergenza è tutt'altro che finita e per questo si chiede anche un tavolo istituzionale, "un confronto diretto con il ministro Franceschini e con il ministero del Lavoro". In piazza, tra interventi e mini-spettacoli di musica e danza, sono scesi tecnici dello spettacolo dal vivo, del teatro e dei concerti, attori, maestraenze, sarte, macchinisti, attrezzisti, operatori video, lavoratori del mondo della tv e del cinema. Varie realtà culturali unite da un unico obiettivo: "Vogliamo far sentire la nostra voce", conclude Cursi.

Tensioni con le forze dell'ordine

Alla fine del sit-in in piazza, alcuni manifestanti avrebbero voluto sfilare in un corteo per le strade del centro di Roma ma sono stati bloccati dai carabinieri in tenuta anti-sommossa. Il corteo non è stato autorizzato, sottolineano le forze dell'ordine che hanno sbarrato le due uscite della piazza, una su piazza Venezia e l'altra che tramite vicolo del Piombo porta a via del Corso. 

 

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