“Con il Dl Rilancio è stato introdotto un fondo emergenziale che guarda specificamente al mondo dell’editoria, ma una forma più concreta e soprattutto efficace di supporto può arrivare solo attraverso delle misure capaci di incentivare i consumi e dunque sostenere la domanda di libri: attraverso una misura emendativa ho provato ad inserire nel Decreto un bonus specifico destinato a famiglie con figli in età prescolare - per incentivare sia la lettura per l’infanzia che per il resto dei componenti del nucleo familiare - che però non ha ricevuto supporto”. Lo ricorda su Facebook il deputato Paolo Lattanzio (M5S), della commissione Cultura della Camera, sottolineando che “l’impegno istituzionale rimane quello di cercare nuove forme di sostegno al comparto editoriale: in un momento in cui si parla di arginare la crescita della povertà educativa e di supportare l’educazione e la formazione, il libro rimane sempre uno strumento essenziale e fondamentale. Supportare quindi il mondo del libro diventa una prerogativa economica ma che si muove sul fondamentale piano della cultura e dell’educazione”.

“Il mercato dell’editoria libraria – spiega Lattanzio - ha subito un duro colpo a seguito dello stop imposto dall’emergenza sanitaria: l’Associazione Italiana Editori parla di otto milioni di copie vendute in meno nel solo settore che comprende saggistica e fiction, per un ammontare di circa 134 milioni di euro di fatturato persi da gennaio ad aprile, con un picco proprio nei mesi di lockdown. Si tratta di una crisi di enorme portata, trainata dalla perdita di reddito di molte famiglie che si ritrovano a rivedere le proprie preferenze di consumatori tra beni essenziali ed altri - come i libri - che improvvisamente diventano di lusso. Il calo della domanda rappresenta un fattore che ha un impatto devastante su tutta la filiera del libro - e quindi non solo editori, ma anche grafici, editor, poligrafici, traduttori, correttori - portando anche a problemi di natura occupazionale”.

“Le stime per la chiusura del 2020 sono drammatiche: entro fine anno si teme un pesantissimo calo di fatturato quantificabile tra i 650 e i 900 milioni. e quello che è un netto aumento delle vendite online (che hanno rappresentato il 47% delle vendite) non sembra rappresentare un forte fattore trainante”, conclude il deputato M5S.

 

Articoli correlati