Proteste intempestive a quattro giorni dalla riapertura con modalità frutto di una ripartenza graduale da verificare in corso d’opera. La Direzione regionale Musei della Puglia risponde così alle proteste dell’Associazione Guide Turistiche Abilitate (AGTA) che ieri aveva criticato duramente e diffidato direzione e gestione di Castel del Monte per aver consentito lo svolgimento di tour guidati per i visitatori solo con le guide del concessionario. “Come per tutti i Musei d'Italia - scrive in una nota la direttirce Mariastella Margozzi -, la ripartenza è stata, ed è ancora, nell'ordine della “gradualità” e della gestione costante della sicurezza. Essa è stata sancita da un Decreto della Direzione regionale Musei Puglia e anticipata in tutte le sue modalità da un Comunicato stampa diramato quando tutte le problematiche, alcune delle quali assai complesse, sono state risolte. Il principio della gradualità e della cautela ha comportato una drastica riduzione del numero possibile di visitatori, che nel caso specifico di Castel del Monte sono stati calcolati in 18 unità per fascia oraria per un totale di 9 fasce orarie. Tutti i gruppi devono essere accompagnati dal personale del Mibact e, nello specifico caso, l'abbiano espressamente dichiarato nel comunicato, anche dalla guida messa a disposizione dal Concessionario Nova Apulia, secondo il piano dei servizi di accoglienza contrattualizzati con lo stesso e parte fondamentale della Concessione. Ciò non significa esclusione di altri operatori, ma solo modalità di ripartenza graduale, da verificare in corso d'opera. Le proteste risultano, pertanto, intempestive, in considerazione di una riapertura che è avvenuta solo 4 giorni fa”. 

Come noto, prosegue il comunicato stampa, per i siti più “gettonati” le indicazioni del Ministero “sono state quelle di privilegiare la prenotazione e la vendita dei biglietti on line, soprattutto per gestire meglio i flussi dei visitatori, comunque previsti in maniera ridotta rispetto al periodo pre Covid. Questo sistema, anch'esso in sperimentazione, è monitorato ogni giorno e certo suscettibile di miglioramento, ma non di eliminazione. Nessuna Associazione ha mai chiesto all'Amministrazione, in questa fase emergenziale di preparazione alla ripartenza, in quale modo potessero partecipare alla condivisione eventuale, graduale, organizzata della modalità di visita all'interno del sito. Come si può pensare di ritornare alle modalità precedenti, ignorando tutte le problematiche legate all'emergenza sanitaria che vanno affrontate e risolte nell'interesse di tutti? Niente potrà essere come prima, nella nostra vita quotidiana e anche nella nostra modalità di offrire cultura; facciamocene una ragione”. 

Al contrario, “avrebbero potuto avanzare proposte di accordi o convenzioni con cui intervenire a far fruire meglio il sito ai visitatori, per esempio senza la calca abituale, senza la selvaggia modalità di abbordaggio dei visitatori all'esterno del Castello o la pretesa di far entrare gruppi non prenotati, adducendo l'impossibilità di prenotarsi e ignorando delle direttive legittime e doverose da parte di chi gestisce il Sito in questa prima fase. La modalità che prevede l'ingresso di gruppi non prenotati, infatti, è prevista in una fase ulteriore di ripartenza, ma ha evidentemente necessità di essere organizzata in ogni suo aspetto con i tempi giusti. Purtroppo, nessuno ha pensato alla sicurezza anti-contagio o al rispetto delle prescrizioni imposte dalla normativa corrente e attuate fino all'ultima virgola dall'Amministrazione e anche dal Concessionario ai fini della salute dei visitatori, ma anche dei propri operatori”. 

Invece, “tutte le proteste si focalizzano sulla mancata entrata di gruppi non prenotati accalcatisi all'esterno e di guide che, in quanto operatori esterni all'Amministrazione, devono essere accreditati secondo quanto previsto dal Documento di Valutazione dei Rischi del Monumento. Questa Amministrazione non si è mai rifiutata di fare confronti, ma nessuna proposta è giunta in questi mesi da chi oggi si sente depredato di un diritto, ignorando che ci debba essere un accordo preventivo che pianifichi il ‘come’, in un sito che è gestito da altri, con i quali bisogna in ogni caso interfacciarsi. Castel del Monte, come ogni sito culturale italiano e del mondo, ha diritto a maggiore rispetto, a maggiore partecipazione costruttiva nella gestione da parte i quelli che dovrebbero comportarsi da veri operatori culturali e non può essere ridotto a piazza di una protesta che è comprensibile solo in considerazione dei tempi storici che viviamo, ma non condivisibile perché dettata da interessi che non sono quelli del bene comune né quelli dei visitatori che vogliono godere del Monumento nel migliore dei modi e da una non approfondita conoscenza della normativa vigente. Questa Amministrazione, tuttavia, pur rigettando fermamente tutte le accuse e le infamie gratuite mosse sui media e sui social, è e rimarrà aperta a tutti i futuri confronti civili e rispettosi con le Associazioni di categoria e i tour operator per dialogare circa le modalità di fruizione in progressione graduale del numero dei visitatori e delle guide abilitate ammesse e sempre nella totale trasparenza organizzativa e nel pieno rispetto del Sito”.

 

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