Terminata la selezione dei 100 studenti previsti, all’inizio di giugno è partito il progetto Cantieri Creativi, il percorso di accompagnamento all’inserimento professionale per studenti e laureandi dei Dipartimenti DAMS e Architettura dell’Ateneo Roma Tre. Si concluderà a marzo del 2021. AgCult ne parla con Ledo Prato, Segretario generale di Mecenate 90, l’associazione capofila del progetto.

Come e perché è nato il Progetto Cantieri Creativi? A chi si rivolge?

“L’idea nasce dalla consapevolezza, maturata negli anni con l’esperienza di Mecenate 90, che le professioni sono profondamente cambiate sia in ambito culturale che nell’architettura, nella pianificazione urbanistica. Abbiamo assistito ad una progressiva ibridazione. Basti pensare ai progetti di rigenerazione urbana, di riuso di spazi dismessi o abbandonati, alla diffusione dell’arte urbana ma anche al nascere di molti luoghi nelle città in cui si sviluppano attività culturali andando oltre i paradigmi che abbiamo conosciuto agli inizi del 2000. Tutte esperienze che spesso hanno modificato la professione degli architetti e degli operatori culturali. Abbiamo avvertito quindi l’esigenza di promuovere un progetto che avesse un forte carattere interdisciplinare, superando i tradizionali percorsi formativi delle Università, per offrire a 100 giovani laureandi la possibilità di conoscere, anche attraverso esperienze di successo, le trasformazioni in atto, ponendosi domande sul futuro delle loro professioni. Il progetto è sostenuto dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e gestito in partnership con i Dipartimenti DAMS e Architettura di RomaTre. Ci siamo messi tutti in gioco e i risultati sono davvero incoraggianti”. 

Cantieri Creativi è un progetto partito prima dell’esplosione del coronavirus con un percorso ben chiaro; alla luce di quanto è successo, cosa e come è cambiato? Avete trovato nuove modalità di attuazione?

“Il distanziamento fisico ci ha impedito di costruire con gli studenti, insieme ai docenti e agli esperti coinvolti, una vera e propria comunità capace di avvicinarsi alla conoscenza di nuovi saperi attraverso una formazione interdisciplinare ‘dedicata’ e un confronto diretto con esperienze di innovazione culturale e progettuale. Tuttavia non ci siamo mai fermati. Ci siamo trasferiti su una piattaforma condivisa realizzando tutta l’attività formativa e i seminari interdisciplinari. Abbiamo potenziato le pagine sui social e arricchito la comunicazione con gli studenti. Ma soprattutto abbiamo utilizzato l’esperienza della pandemia per interrogarci sugli impatti che il distanziamento fisico ha generato sull’uso degli spazi pubblici e sulle loro funzioni, sull’organizzazione delle città, sul ruolo degli operatori culturali e sulla necessità di trovare nuove chiavi attraverso cui ricostruire la vita delle comunità. Gli studenti, come i docenti, non si sono sottratti alle domande di questo tempo e hanno aperto scenari inediti che saranno un lascito importante di Cantieri Creativi”.

Dalla vostra esperienza che prospettive si possono immaginare per i giovani laureati, vista la crisi economica che il Paese attraversa?

“Non c’è dubbio che in questi mesi molte cose sono cambiate. Le opportunità per i giovani erano scarse ben prima della pandemia e ora saranno ancora più rarefatte. Tuttavia Cantieri Creativi ci ha dimostrato, ancora una volta, che i giovani coltivano i propri interessi, le proprie aspettative con grande determinazione. Hanno lavorato sodo e messo a frutto i propri talenti predisponendo idee e progetti attraverso un percorso di co-creazione. Nei prossimi mesi, nell’ambito del percorso formativo, si confronteranno con imprese e istituzioni culturali per verificare il percorso che hanno fatto e i progetti che potranno realizzare. DAMS e Architettura laureano ragazze e ragazzi che troveranno un mercato del lavoro asfittico, condizionato da processi molto lenti nell’ambito dell’innovazione culturale e da politiche urbane che non sempre hanno reso le nostre città più vivibili, più ecologiche, più sostenibili. Le nuove generazioni hanno consapevolezza della necessità di dotarsi di competenze adeguate e incarnano sensibilità culturali, ambientali con cui tutti dovranno fare i conti. Confido che le imprese, le istituzioni sappiano estrarre valore da questa nuova generazione e riconoscere nelle loro istanze i germi di un cambiamento reso ancora più urgente dalla crisi pandemica. Con i Cantieri Creativi faremo la nostra parte accompagnando 100 giovani laureandi ad affrontare al meglio il loro futuro professionale”. 

 

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