Da Bruxelles - La proposta della Commissione europea sul prossimo Bilancio pluriennale (2021-2027) e sullo strumento di ripresa Next Generation EU da 750 miliardi di euro è “l’opzione migliore possibile vista la situazione attuale. Sono fiducioso che la prossima settimana riusciremo a concludere un accordo storico per la ripresa dell’Unione europea, anche del comparto culturale”. Così il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas di fronte all’emiciclo del Parlamento europeo riunito in seduta plenaria in un dibattito dedicato a come rilanciare il comparto culturale in Europa.

Gli eurodeputati hanno lamentato, compatti, i tagli al programma Europa Creativa rispetto alla proposta iniziale del 2018 (si passa da 1,6 miliardi di euro a 1,52 miliardi) ed espresso preoccupazione per il ruolo marginale della cultura nel prossimo Bilancio di sette anni dell’Unione, che ridimensiona di molto le loro aspettative di dare una risposta europea e comune al rilancio del comparto dopo la crisi indotta dal Coronavirus. Secondo molti deputati, la Commissione europea non sembra aver colto a pieno la gravità della crisi e la necessità di mobilitare più risorse mirate per le politiche culturali. “La proposta della Commissione non è all'altezza delle sfide che stiamo affrontando”, accusa l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio del gruppo S&D. L’Eurocamera propone di stanziare almeno il 2 per cento del nuovo strumento per la ricostruzione, il Next Generation EU, al settore culturale in Europa e di raddoppiare la dotazione finanziaria di Europa Creativa. Sulla base delle loro raccomandazioni, i gruppi parlamentari lavoreranno a un progetto di risoluzione che sarà poi votato a settembre dalla plenaria del Parlamento.

“Sappiamo quanto abbia sofferto il settore culturale e creativo, per il 95 per cento costituito da piccole imprese e singoli artisti e lavoratori autonomi che spesso lavorano in condizioni precarie”. Schinas riconosce che Commissione e Parlamento UE sono d’accordo sulle misure da intraprendere per salvaguardare il settore e sulla necessità di attuarle al più presto. Ma avverte che quando si negozia per le risorse di bilancio, “le discussioni sono sempre molto complesse” e la proposta avanzata dalla Commissione europea il 27 maggio sembra ad oggi, viste le forti divisioni interne al Consiglio, l'opzione migliore per cercare di far trovare ai Ventisette un accordo in tempi rapidi.

Il commissario responsabile per la promozione dello stile di vita europeo ha poi ricordato le iniziative messe in campo dall'Esecutivo comunitario a sostegno del settore culturale e creativo, tra cui l’inserimento del settore della cultura nel quadro temporaneo per le regole sugli aiuti di Stato, cosa che non era possibile prima; il nuovo meccanismo temporaneo per mitigare la disoccupazione a breve termine, lo strumento SURE; e, infine, nel quadro del Coronavirus Global Response si è introdotta maggiore flessibilità nello stanziamento dei fondi per questo settore. Oltre a questo, nell’ambito del programma Europa Creativa “abbiamo prolungato tutto quello che era già in essere per le aziende coinvolte, prorogato le scadenze e accelerato gli appalti per favorire la mobilità”. Sono stati stanziati 5 milioni di euro sotto forma di voucher per il programma Europa Cinema e a breve, ha annunciato, “sarà lanciato anche un sostegno mirato per il settore della musica, gravemente colpito, attraverso il programma Music Moves Europe, per quasi 5,2 milioni di euro dedicati solo al comparto musicale”.  Nel quadro della ripresa, la Commissione sta infine lavorando su come rilanciare il turismo culturale, che “rappresenta il 40 per cento di tutto il turismo europeo” ricorda il commissario europeo.

 

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