Due nuovi spettacoli che celebrano la conclusione del progetto triennale dedicato ai trent’anni del Teatro della Fortezza. Sono stati presentati oggi a Palazzo Strozzi Sacrati. All’incontro, che si è tenuto in modalità di videoconferenza, oltre alla vicepresidente e assessore alla cultura Monica Barni sono intervenuti il direttore Armando Punzo, Giacomo Santi, sindaco di Volterra, Ilaria Bacci, sindaca di Pomarance, Angela Venezia, direttore dell’ufficio detenuti e trattamento del provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e l’Umbria.

“Nonostante le difficoltà del momento – ha detto la vicepresidente Monica Barni - e nonostante il fatto che in realtà il mandato di questa giunta avrebbe dovuto esser già concluso, è un piacere presenziare ancora una volta la presentazione delle attività della Compagnia della Fortezza. Questo ci permette quindi di portare a compimento il triennio di attività per i trent’anni della Fortezza, realizzato dentro e fuori del carcere di Volterra. La Regione è sempre stata al fianco del lavoro, delle utopie e delle battaglie di Armando Punzo. Abbiamo sempre ribadito, con un sostegno costante, la rilevanza di un progetto fondamentale a livello nazionale e internazionale. Inoltre fa piacere sapere che, grazie a un lavoro di contatti e rapporti, procede anche il progetto che potrebbe portare alla costruzione dell’ormai famoso teatro stabile nel carcere di Volterra, per il quale sono stati da poco consegnati i lavori per i saggi archeologici. Un iter lungo e complesso, che non si ferma, e che contiamo possa concludersi”.

“Finisce qui – ha aggiunto Armando Punzo - il progetto dei Trent’anni, tre anni di celebrazioni necessarie per dar corpo e concretezza a un luogo immateriale da segnare sulla mappa infinita della Compagnia della Fortezza, un territorio inesplorato fatto di idee, opere e progetti, di ricerca, di bellezza e armonia. Questo finale, il lasciarsi alle spalle questa emozionante avventura intellettuale e umana, coincide, per il chiaro disegno di un’idea più grande di noi, con l’inizio dei saggi archeologici preliminari all’avvio dei lavori per la realizzazione del teatro Stabile in carcere a Volterra. Si riparte quindi per una nuova avventura, per una nuova spedizione che ci condurrà ancora più lontano, fino ai limiti più estremi della nostra mappa ideale, per dare forma a un territorio sconosciuto oggi ancora inimmaginabile. Ringrazio i rappresentanti degli Enti e delle Istituzioni che ci sostengono e i miei compagni di viaggio che dall’inizio mi hanno permesso di affrontare questo viaggio di amore”.

 

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