Il governo si impegni a elaborare “con urgenza un piano straordinario di interventi espressamente finalizzato alla messa in sicurezza, alla tutela e alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, storico, artistico e museale su tutto il territorio italiano”. E’ quanto prevede una mozione firmata dal gruppo di Fratelli d’Italia che verrà discussa e votata dall’Aula del Senato martedì 21 luglio alle 9,30. 
La mozione impegna, inoltre, l’esecutivo “ad adottare iniziative, anche di carattere normativo, finalizzate a garantire un'adeguata ed efficace difesa del patrimonio culturale e paesaggistico, anche attraverso una riforma organica della disciplina sanzionatoria in materia” e “a predisporre l'adozione di strumenti tecnologicamente avanzati per un'adeguata azione di sorveglianza per la salvaguardia del patrimonio culturale italiano e di contrasto dei reati contro di esso”.

L’Italia, sottolineano i senatori Fdi, “è da sempre un punto di riferimento a livello mondiale, anche in considerazione dell'arco temporale (dalla preistoria ai giorni nostri) che abbraccia il patrimonio storico-artistico: vi sono opere d'arte, monumenti e paesaggi che rappresentano millenni di storia, cultura e tradizioni, la cui importanza va ben oltre i confini nazionali”. Per cui “una tale ricchezza culturale e di civiltà comporta un impegno costante di salvaguardia e impone l'obbligo di tramandare questo stesso patrimonio alle generazioni future. Purtroppo gli sterminati giacimenti di beni culturali, artistici e archeologici e la difficoltà di garantirne una cura costante fanno sì che una buona parte di essi sia lasciato a se stesso, all'incuria, con gravi rischi per la sua integrità”.

Lo Stato italiano, ricorda la mozione Fdi, “è tra i Paesi europei che stanzia meno fondi destinati alla cultura, trascurando questa immensa risorsa che potrebbe trasformarsi in ricchezza e opportunità, una risorsa strategica, volano di turismo, per il rilancio del nostro Paese”. E “anche i recenti attentati ad opere simbolo di storia e di cultura insieme alla propaganda esercitata via social per l'eliminazione di una parte del patrimonio storico-culturale italiano indicano una preoccupante deriva anti culturale”.
 

 

Articoli correlati