Al fine di identificare le sfide che i musei in Europa devono affrontare nella digitalizzazione delle loro collezioni, NEMO - la rete delle organizzazioni dei musei europei - ha condotto un sondaggio sulla digitalizzazione e sul copyright. I risultati e le raccomandazioni sono stati raccolti in un rapporto che affronta anche i processi nazionali di attuazione della direttiva sul diritto d'autore nel mercato unico digitale e le domande che sorgono sul diritto di proprietà intellettuale. Oltre l'80% dei musei che hanno risposto al sondaggio ha affermato una maggiore visibilità come obiettivo principale per la digitalizzazione delle proprie collezioni, seguita da un 75% che ha nominato un maggiore accesso e un uso educativo. Per oltre il 65% l'obiettivo è digitalizzare fornendo metadati ai ricercatori. Tre musei su quattro riportano che i loro maggiori ostacoli alla digitalizzazione e all'accessibilità online delle collezioni permanenti sono risorse finanziarie e personale insufficienti. Meno del 20% delle collezioni dei musei che hanno risposto al sondaggio è disponibile online: ciò significa che meno della metà degli oggetti digitalizzati sono disponibili al pubblico. “La digitalizzazione - afferma NEMO - è un must piuttosto che un'opzione e recentemente le collezioni online si sono dimostrate risorse preziose durante la crisi. Tuttavia, il processo di digitalizzazione comporta spesso persistenti difficoltà finanziarie, numerose incertezze giuridiche e una chiara necessità di un adeguato sviluppo delle competenze”.

Sulla base dei risultati dell'indagine, NEMO e il suo gruppo di lavoro “Digitalizzazione e diritti di proprietà intellettuale” offrono raccomandazioni ai responsabili politici dell'UE da un lato e alle organizzazioni museali nazionali e ai musei dall'altro, per aiutare i musei nel loro cammino verso la digitalizzazione. Al fine di ottenere una visione d'insieme delle diverse prospettive istituzionali in Europa, lo studio ha esaminato tre diversi target: organizzazioni museali nazionali, ministeri nazionali responsabili di musei e singoli musei. Il rapporto mette in luce alcune “tendenze - secondo la rete - preoccupanti”: in tutte le domande del sondaggio relative ai dati sulla digitalizzazione delle collezioni, molti intervistati hanno fornito risposte incomplete o hanno saltato tutte le domande. “Ciò è sorprendente e suggerisce che manca un meccanismo per tracciare il processo di digitalizzazione e l'accessibilità online in molti musei - afferma NEMO -. C’è una chiara mancanza di comunicazione tra le parti interessate coinvolte nel processo di digitalizzazione del patrimonio culturale, in questioni operative o legali”.

Secondo NEMO “i quadri giuridici dell'UE e nazionali, in particolare per quanto riguarda i diritti di proprietà intellettuale, devono consentire ai musei di essere pienamente visibili su Internet e fornire il miglior accesso possibile alle loro collezioni online. I musei dovrebbero essere considerati istituzioni educative e dovrebbero quindi essere consentite le eccezioni e le limitazioni al diritto d'autore a beneficio delle istituzioni educative”. NEMO raccomanda inoltre alle parti interessate di allocare risorse e aumentare lo sviluppo di capacità: i musei dovrebbero ricevere più risorse per digitalizzare le loro collezioni e dovrebbero richiedere l'accesso a opportunità di sviluppo delle capacità e la formazione del personale museale per digitalizzare le collezioni. “I musei - conclude NEMO - dovrebbero essere visti e trattati come fattori che favoriscono l'innovazione nelle politiche di finanziamento che mirano alla trasformazione digitale in generale. Queste politiche includono i programmi di finanziamento previsti dall'UE come Horizon Europe, Digital Europe, il programma di investimenti dell'UE e i fondi strutturali e di investimento europei”.

 

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