Valorizzare uno dei luoghi più significativi e suggestivi di Roma, l’antico ponte Nomentano a Città Giardino Aniene, storico quartiere di Roma progettato da Gustavo Giovannoni agli inizi del ‘900 sul modello delle garden cities inglesi. Questo l’appello lanciato dal comitato “Ponte Nomentano: meraviglia da disvelare”, che ha promosso una raccolta firme per sostenere la candidatura del Ponte a “luogo del cuore” del FAI 2020.

“Un Ponte - spiega il Comitato - che di fatto rappresenta il simbolo identitario per eccellenza non solo del quartiere ma più in generale del Terzo Municipio, una zona di Roma “grande come una città”, ma che è per altri versi, come il Fiume Aniene che attraversa, oggetto “nascosto” e poco conosciuto dagli stessi romani e dai turisti della capitale. Il ponte Nomentano, dunque, si trova al centro di un territorio ricco di storia che merita di essere raccontata ed evocata, rendendolo un luogo di “narrazione”. Dai vicini ritrovamenti preistorici, al primo plebiscito della storia sull’adiacente Monte Sacro (dove fra l’altro nell’ottocento Simon Bolivar annuncio che avrebbe liberato il Sud America), fino alla nascita della citata Città Giardino, sono tante le vicende storiche connesse al corso del fiume. L’obiettivo che ci proponiamo di perseguire è quindi quello di rendere il Ponte un elemento “totemico”, di riferimento per il territorio sia visivamente, sia come luogo privilegiato per la realizzazione di eventi condivisi, che per la sosta degli abitanti, sistemando gli spazi circostanti, in sicurezza. Una sorta di punto di riferimento visivo e non solo, che inoltre richiami l’attenzione sul fiume e sul ruolo che esso può assumere nell’innescare processi “virtuosi” di rigenerazione. Siamo infatti convinti che rendere un luogo urbano più sicuro significa soprattutto restituirlo pienamente alla fruizione dei cittadini come spazio pubblico in cui la bellezza dell’arte e della natura favoriscono l’incontro positivo tra le persone".

BISOGNI DEL LUOGO

Il Ponte Nomentano è stato prima pedonalizzato e poi restaurato (negli anni novanta), tuttavia non mancano le criticità manutentive. Infatti da alcuni anni non funziona più l’illuminazione (che è importante ripristinare e adeguare alle nuove tecnologie led) e questo fattore, unito alla prossimità al fiume Aniene (anch’esso quasi nascosto) e alla distanza relativa da case e negozi, concorre negativamente a determinare la sua attuale percezione di luogo per certi versi “marginale” ed oggetto di vandalismi. La luce, oltre a valorizzarlo “scenograficamente”, renderebbe più sicura la fruizione e le passeggiate nel sito anche durante le ore notturne. Inoltre lo renderebbe di nuovo visibile dalla via Nomentana nuova, richiamando l’attenzione dei passanti. Importante sarebbe inoltre riqualificare e illuminare anche la pinetina che lo accoglie, ricontestualizzando il ponte e ricucendolo paesaggisticamente al suo intorno. La rivitalizzazione di quest’area, (perseguita anche dall’amministrazione del Municipio III in questi ultimi anni) è strategica per promuovere un riavvicinamento dei cittadini al fiume. In questo il Ponte può giocare un ruolo importante come elemento di richiamo anche percettivo, che indichi la presenza di luoghi presso il fiume, dove poter svolgere attività di vario genere (culturali, artistiche, ricreative, sportive, ecc.).

PONTE NOMENTANO

Vuoi per il suo aspetto che ricorda una fortezza merlata medioevale, vuoi per il contesto naturale che lo circonda, Ponte Nomentano - che spicca per il suo monumentale arco a tutto sesto sopra al fiume Aniene - da sempre cattura l’attenzione dei viaggiatori provenienti da nord-est diretti verso Roma. Tra i più celebri anche l’imperatore Carlo Magno venuto nell’Urbe per farsi incoronare dal Papa nel lontano 800. Situato al terzo miglio dell’omonima via da cui trae il nome, la Via Nomentana, era, assieme a Ponte Milvio, uno dei ponti extraurbani più strategici della città eterna. Concepito dai romani in epoca Repubblicana (II-I sec. a.C.), fu trasformato in fortezza da Adriano I nel sec. VIII. Più volte distrutto e restaurato, il ponte presenta una varietà di materiali e tecniche costruttive che abbraccia un ampio arco cronologico, dall’età antica a quella medievale e moderna. Fu modificato e rinforzato da diversi pontefici come per esempio papa Niccolò V (1447-1455) a cui si devono i lavori della struttura merlata dei quali rimane memoria nello stemma papale sulla fronte di accesso al versante a valle. A papa Sisto IV (1471-1484) si deve poi l’istituzione del pagamento di un pedaggio pedonale. Il ponte però non costituisce solo un punto cruciale di passaggio, ma anche uno dei monumenti più suggestivi della campagna romana, tant’è che sono tantissimi i disegni e le foto storiche che lo raffigurano.

 

Articoli correlati